Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP - AGV Alstom

Un grosso plauso ai treni AGV di Alstom che festeggiano, in questi giorni, il compimento dei 100 milioni di chilometri sui binari italiani.

Un risultato estremamente importante maturato nel giro di pochi anni grazie alla bontà di un progetto tecnico azzeccato che ha immesso sul mercato un bel treno, performante e centrato fin da subito. La gran parte della fortuna del vettore NTV la si deve, appunto, a questo convoglio, che ha caratterizzato fortemente l'ascesa della compagnia italiana.

Il tutto è avvenuto peraltro in un periodo di tempo particolarmente ristretto: la flotta, che ha fatto il suo ingresso in servizio nell’aprile 2012, è di proprietà e gestita da Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori, che ricordiamo ha il merito di essere stato il primo operatore privato nell'alta velocità in Europa.

Grazie ad un'offerta di mercato robusta e competitiva, Italo, con la sua flotta composta da Avelia AGV e Avelia Pendolino, copre oggi l'intera superficie nazionale servita dalle linee ad alta velocità, collegando un totale di 25 città italiane e 30 stazioni ferroviarie con 116 servizi giornalieri.

La nostra non vuole essere una sviolinata fine a se stessa verso NTV, ma semplicemente il sottolineare che anche nell'Italia delle "poche opportunità", un privato è riuscito a mettersi in concorrenza con l'armata Frecciarossa, fino ad allora leader indiscusso dell'AV.
Senza scordare che noi tutti, viaggiatori, dobbiamo essere grati a NTV anche quando ci sediamo su un Frecciarossa: grazie alla concorrenza, il nostro biglietto Freccia lo avremo pagato sicuramente sicuramente un po' meno.

AGV Alstom, top senza se e senza ma!

FLOPHekurudha Shqiptare

Agli antipodi dei brillanti risultati dell'AGV e della nostra rete AV (che, diciamocelo, ha ben poco da invidiare al resto del mondo) c'è un'amministrazione ferroviaria incapace di gestire anche un servizio minimo, in una nazione in ascesa economica che ha tante potenzialità anche dal punto di vista turistico.

Parliamo dell'Albania, signori, dove la rete ferroviaria delle Hekurudha Shqiptare è e rimane in condizioni tragicomiche: treni semi-distrutti, lenti come la noia, con un servizio limitato a una manciata di collegamenti nell'arco della giornata su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto riportato dalla pagina non ufficiale delle HSH, alcuni treni passeggeri sarebbero fermi per mancanza di gasolio per le locomotive. Chiaro che non si tratta di una comunicazione ufficiale, in quanto le HSH sostanzialmente non hanno alcun canale informativo se non un sito web aggiornato molto sporadicamente, ma bisogna anche dire che non è la prima volta che per motivi simili l'esercizio viene del tutto o in parte sospeso.

Che dire? Flop, di sicuro, ma anche tanta amarezza.

Non sta scritto nelle sacre lettere che ogni nazione si debba dotare di un servizio ferroviario efficiente, capillare e puntuale, ma alle porte del 2020 tenere i - già pochi - treni fermi per mancanza di gasolio ci sembra davvero anacronistico.

Un sistema che affossa, a livello di mobilità, una Nazione che non si merita un simile smacco.

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