Su alcuni treni da e verso il Ticino - tratta che è spesso al limite della sua capacità -, ci saranno meno posti a disposizione.

Secondo Antonio Scettri, dell’associazione di tutela degli utenti dei mezzi pubblici (Astuti), già oggi “ci sono persone che vengono fatte scendere ad Arth-Goldau o a Bellinzona perché i treni sono troppo pieni”. Questa riduzione dei posti a sedere rappresenta “una contraddizione di base: bisognerebbe aggiungerne e non toglierne”, afferma a ‘laRegione’.

Ieri il portale ‘20 Minuten’, ha riportato la notizia secondo la quale, dal prossimo 15 dicembre con il cambiamento dell’orario ferroviario, 4 treni Intercity saranno rimpiazzati dai nuovi Giruno, convogli che hanno una settantina di posti in meno.

Si tratterà di un treno mattutino verso il Ticino, e di due collegamenti pomeridiani e uno serale in direzione opposta, rispettivamente verso Basilea e Zurigo. Nei giorni di maggiore affluenza poi, quando i convogli viaggiano in doppia composizione’, i posti in meno saranno il doppio.

Interpellate in merito da ‘20 Minuten’, le FFS hanno confermato che effettivamente i Giruno hanno meno posti a sedere rispetto agli Intercity. E questo è anche voluto, dato che i nuovi convogli sono stati ideati per i collegamenti internazionali con un tempo di percorrenza più lungo, mentre gli ICN per il traffico interno. È vero che i Giruno sono stati pensati per il collegamento verso l’Italia, ma quando esattamente viaggeranno verso Milano non è ancora chiaro, ha precisato ‘20 Minuten’. E dunque, allo stato dei fatti, nel prossimo futuro circoleranno solo in Svizzera.

Le FFS sostengono che la capacità è sufficiente quando i treni viaggiano in doppia composizione, ma ammettono che in giorni di punta i posti potrebbero essere pochi e che i clienti si potrebbero perciò irritare. La situazione dovrebbe cambiare con lapertura della galleria di base del Ceneri, quando sarà possibile ricorrere a treni a due piani sull’asse nord-sud. Dalla fine dell’anno prossimo saranno così a disposizione più posti, hanno precisato le FFS.

Secondo Scettri le FFS “hanno cambiato idea” più volte dall’anno scorso e dunque non è ancora chiaro come sarà la situazione a partire dal 2021. “Stando a nostre informazioni i treni a due piani viaggeranno solamente durante gli orari di punta o durante i periodi di vacanza, come Pasqua o Natale. Quindi la capacità aumenterà solo perché saranno introdotti treni supplementari”.

Per cercare di evitare convogli troppo affollati, le FFS consigliano infine di privilegiare gli Intercity, visto che gli Eurocity arrivano già praticamente pieni dall’Italia. E se proprio si vuole viaggiare su un Eurocity, bisognerebbe prenotare il posto. Inoltre, per chi può essere flessibile, propongono di scegliere orari meno di punta. Scettri condivide questi consigli, rammaricandosi per quei passeggeri che “per svariati motivi scelgono i treni già molto frequentati”.

Intanto, si è mossa anche la politica, sia a livello cantonale, sia federale: ieri i consiglieri nazionali ticinesi Lorenzo Quadri (Lega) e Bruno Storni (Ps) hanno entrambi depositato una domanda al Consiglio federale. Quadri chiede se i passeggeri ticinesi siano considerati dalle FFS passeggeri di seri B, mentre Storni si interroga se non sia il caso di aumentare la frequenza dei collegamenti. Infine, la consigliera verde Cristina Gardenghi chiede all’esecutivo ticinese di sostenere “studenti e lavoratori che hanno necessità di recarsi oltre Gottardo”.

L'articolo integrale a questo su laRegione.

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