Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP - Progetto MICOTRA

Se da una parta vengono stoppati i collegamenti diretti Trieste - Lubiana (alla facciaccia dell'Europa Unita e del progresso), Trieste sta per guadagnare un nuovo servizio diretto a Vienna grazie al progetto Micotra.
Il tutto avviene alla luce del costante aumento del numero di viaggiatori, in seno ad un progetto turistico condiviso che vede nel collegamento ferroviario tra il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia un ulteriore impulso al turismo. 

Lo ha spiegato l'assessore ai trasporti regionale Pizzimenti. "Vogliamo sviluppare l'esistente puntando in primis sul pieno coinvolgimento della società in house della Regione, Ferrovie Udine Cividale (FUC), quale componente strategica del progetto".
Tra le opzioni in campo, oltre alla linea che passa per Salisburgo, anche quella di un percorso che attraversi la Slovenia (Maribor), ampliando così l'impronta transfrontaliera del progetto.

Probabilmente in termine di benefici economici si tratta di briciole rispetto agli introiti prodotti dall'AV tra le maggiori città italiane, ma siamo molto positivi sul fatto che i treni internazionali sopravvivano anche alle porte 2020, specialmente in una nazione allergica a questi tipi di collegamenti come l'Italia.

Un'allergia peraltro ingiustificata: chiedere a ÖBB, pioniera del servizio "fatto tutto in proprio" Austria-Italia se ne è valsa la pena, visto che l'azienda di trasporto austriaca continua a rafforzare l'offerta tra i due paesi di anno in anno.

Top per noi, anche per FUC, sperando che le beghe burocratiche per gli ETR 564 in Slovenia si risolvano al più presto. 

FLOP - Protesta pendolari Trenord

Protestare è sacrosanto, e vivaddio non bisogna mai mollare quando si rivendica un diritto. Lo sciopero del biglietto proposto (poi annullato) da alcuni pendolari Trenord ci è tuttavia sembrato eccessivo. 

L’iniziativa è partita su Facebook, dove nei giorni scorsi è comparsa una pagina dal nome abbastanza evocativo: "Sciopero pendolari Trenord". Secondo le intenzioni di chi ha lanciato la proposta, questa volta, a "fermarsi” non avrebbero dovuto essere i treni, ma - a modo loro - i viaggiatori.

È ora di dire basta al disservizio di Trenord”, è lo slogan forte dei manifestanti, che puntano il dito contro “treni perennemente in ritardo, treni cancellati senza motivo, ore su ore perse nella totale indifferenza, treni vecchi, mal funzionanti, carrozze indecenti, treni perennemente sovraffollati, riscaldamento non funzionante d'inverno e aria condizionata non funzionante in estate, stazioni sporche, non funzionanti, distrutte” e “abbonamenti sempre più costosi”.

Lo sciopero è semplice: “Consiste - spiegano gli organizzatori sui social - nel non acquistare abbonamenti e biglietti nel mese di Marzo 2020 continuando ad usufruire dei treni.

Tutto bellissimo, ma se la controproposta è non pagare il biglietto non ci pare particolarmente costruttiva. 

Gli organizzatori si erano giustificati così: “Se alla richiesta del biglietto tutta la carrozza e successivamente tutto il treno sosterrà di non avere il biglietto e la propria adesione ad una protesta pacifica per far valere i propri diritti, nessuna multa sarà effettuata per l’impossibilità di multare tutto il treno”. Noi invece diciamo "Siete sicuri?".

Ecco, noi appoggiamo gli sventurati pendolari lombardi nella loro battaglia ma non possiamo appoggiare il modus operandi.

Da qui il nostro flop, nella speranza che i vertici di Trenord non stiano a guardare, visto che ormai facciamo fatica a ricordarci una settimana in cui sulla rete lombarda non si siano registrati ritardi, problemi, proteste.

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