Si prospetta la chiusura della stazione di piazzale Flaminio sulla Ferrovia Roma Nord per oltre un anno. La possibilità sarebbe emersa nel corso della riunione dell’osservatorio sicurezza e raddoppio, ieri.

Nell'incontro la possibile chiusura della stazione a Roma per lavori, con il capolinea spostato ad Acqua Acetosa, ha da subito preoccupato il comitato pendolari, fortemente contrario a tale prospettiva. I pendolari del comitato riportano quanto riferito loro dai responsabili comunali presenti.

“Si prospetta anche la chiusura della tratta extraurbana per almeno due anni – spiegano – con bus sostitutivi che correranno lungo la via Flaminia, da Montebello a Viterbo. Una situazione insostenibile”.

 

Durante l’incontro si è parlato anche dei finanziamenti per raddoppio e ammodernamento della tratta. “Stanno per partire le lettere d’invito – osservano i pendolari – per le ditte ‘prequalificate’. Dopo le feste di Natale riaprirà il cantiere della nuova stazione di piazzale Flaminio. Si parla di 400 milioni di euro di investimenti fino al 2023”.

Chi però utilizza questi convogli tutti i giorni, di promesse ne ha già sentite molte. “La situazione che viviamo è sempre quella in via di peggioramento. I pendolari sono ormai stanchi di promesse. È dal 2012 che sentiamo parlare e scrivere di investimenti, raddoppi, nuovi treni e invece viaggiamo in treni bestiame, sporchi dentro e fuori, imbrattati, vandalizzati, senza servizi igienici e aria condizionata per la maggior parte della flotta. Stazioni inaccessibili a disabili, carrozzine, passeggini, biciclette”.

Ora, a preoccupare ci sono anche gli interventi di messa in sicurezza, con le chiusure paventate. Per il comitato, invece si potrebbe intervenire senza raddoppio: “Spendendo un decimo dei soldi, anche senza interrompere il servizio. Pensate anche voi – si chiedono dal comitato – che sia una follia spendere 154 milioni di euro per raddoppiare 5 chilometri di ferrovia? Non sarebbe meglio usarne meno di 20 per installare un sistema marcia-treno che potrebbe garantire velocità maggiori e incroci in sicurezza, riportando l’offerta ferroviaria a 60 e più corse extraurbane giornaliere, togliendo bus sostitutivi e riducendo inquinamento, traffico e stress per tutti?”.

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