“Si intraprenda un’iniziativa forte e risoluta per riportare subito e non quando vogliono gli altri il treno nella nostra città”.

L’appello del Movimento Democrazia Solidale arriva dopo l’annuncio dello studio di RFI di riportare la stazione a Fiumicino.

“Leggiamo di ‘una nuova speranza’ di veder tornare il treno a Fiumicino città. Lo ha dichiarato il dottor Andrea Ricci, presidente dell’Osservatorio Regionale sui Trasporti. Sulla stessa linea il Direttore Investimenti di RFI Vincenzo Marcello che, parlando dello sviluppo dei collegamenti ferroviari per l’aeroporto Leonardo da Vinci ha affermato che fa parte di questo studio anche la possibilità di riapertura della linea fino a Fiumicino, sul vecchio sedime”.

È quanto si legge in un comunicato diffuso dal Movimento Democrazia Solidale, che prosegue: “Nella stessa audizione, però, l’Amministratore Delegato di RFI, Maurizio Gentile, ha dichiarato che ‘non vuole raffreddare gli entusiasmi’. Come a dire che il ritorno della ferrovia a Fiumicino è unipotesi che non si sa se potrà diventare fatto concreto.

Ci fu un giorno in cui la ferrovia che serviva Fiumicino dal 6 maggio 1878, fu cancellata. All'improvviso; nel senso che qualcuno decise, senza avvertire la collettività’, che questo servizio veniva eliminato. Come svegliati da un brutto sogno, resi conto del grave danno arrecato alla cittadinanza, vi furono proteste e manifestazioni, raccolte di firme. Ma nessuna risposta.

Cosi, da allora, i cittadini di Fiumicino centro affrontano varie peripezie per raggiungere Roma. ‘Passo per Ostia? Si, ma quando arrivo se trovo intasamenti al ponte della Scafa? Vado allora in aeroporto; ma dove lascio la macchina? Mi ci vuole qualcuno che mi accompagni. Forse potrei andare alla stazione di Parco Leonardo, ma anche lì c’è il problema di parcheggiare l’auto e poi lì è forte il problema dei furti in auto. Tanto vale, allora, fare più chilometri e arrivare alla fermata di Fiera di Roma. Lì, è vero, c’è il deserto e di sera è veramente pauroso, anche se il biglietto costa meno. Per la distanza di solo una fermata prezzi diversi e trattamenti diversi. Sembra assurdo ma è così.

 

Eppure in ogni dove, in ogni convegno di alto livello, vengono lanciati inviti sentiti ai cittadini affinché abbandonino l’auto per servirsi invece dei mezzi pubblici, soprattutto di quelli che viaggiano su binari: tram e treni. Ma sulla stampa si parla solo di ‘una nuova speranza’ di rivedere la ferrovia a Fiumicino. Ci è stato tolto dopo oltre un secolo un utilissimo servizio e adesso cercano di tenerci tranquilli con l’ipotesi di una ‘nuova speranza’.

Ancora oggi gran parte della comunità fiumicinese non sa perché questa stazione ferroviaria fu disarmata. Problemi di rendimento economico? Non abbiamo risposte, per cui sarà necessario accedere agli atti per capire le ragioni che hanno portato a questo disastro cittadino.

 

A nostro avviso la stazione poteva rimanere lì dove era, e ne avrebbe guadagnato anche tutto il complesso edilizio che si è voluto edificare. Avere un potente mezzo di trasporto sotto casa è un grande valore aggiunto! Invece oggi il ritorno legittimo del treno a Fiumicino Centro lo si lega sempre ad altri eventi, la maggior parte dei quali aleatori. Se si costruisce il porto commerciale allora lo si collegherà con una linea ferroviaria. Ma se il porto commerciale non si fa, niente stazione ferroviaria?

È arrivato il momento di lavorare seriamente nella soluzione di questo sentitissimo problema. Il Movimento Democrazia Solidale invita tutti i gruppi politici presenti in consiglio comunale a fare corpo unico e a chiedere al sindaco di intraprendere una iniziativa forte e risoluta per riportare subito e non quando vogliono gli altri il treno nella nostra città”.

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