C‘è una rivoluzione in atto sui binari italiani ma finora in pochi sembrano essersene resi conto.

Ormai da qualche mese Alstom e Hitachi sono impegnate a consegnare i nuovi Pop e Rock per il trasporto regionale, mezzi innovativi, modernissimi e all’avanguardia destinati a cambiare il nostro modo di viaggiare.

Chi legge le nostre pagine sa che periodicamente segnaliamo l’arrivo di nuove unità sui binari, o la loro dislocazione su qualche inedita linea o elenchiamo i mezzi obsoleti che vengono accantonati perché da essi rimpiazzati. 
Eppure, nonostante tutto questo, continuiamo a ricevere tantissimi messaggi da parte di lettori che questo immenso sforzo messo in campo da Trenitalia e dall’industria ferroviaria ancora non riescono a percepirlo.

La “colpa”, va detto, non è né della compagnia né delle due ditte che producono i convogli, ma forse, se proprio dobbiamo attribuirla, di una campagna pubblicitaria battente fatta nei mesi scorsi che però, evidentemente, non è stata particolarmente compresa.

Circa due anni fa è infatti iniziato il roadshow “La Musica Sta Cambiando” con i mock-up dei due convogli esposti nelle principali piazze italiane.

Un evento ben organizzato e come non se ne vedevano da anni per far conoscere e apprezzare i nuovi convogli che tuttavia ha avuto un importante rovescio della medaglia.

Da allora, infatti, una sola di quelle “piazze” ha fisicamente visto i nuovi treni, l’Emilia Romagna, mentre le altre sono ancora in attesa e ne hanno potuto beneficiare in alcuni casi solo di riflesso, con i treni che da questa regione hanno sconfinato in Lombardia e nelle Marche.

In tutto questo non sta aiutando la consegna dei rotabili “a blocco” per regione, secondo l’ordine di acquisto, che se da un lato sta “riempiendo” proprio l’Emilia Romagna, dall’altro sta portando i pendolari delle altre zone d’Italia a chiedersi per quale motivo stia passando così tanto tempo dalla loro presentazione alla consegna.

A scriverci sono soprattutto i viaggiatori di regioni come il Veneto, il Lazio, ma anche la Toscana, che continuano a spostarsi su treni meno moderni, hanno “annusato” la novità ma la vedono solo transitare verso altre destinazioni, continuando a chiedersi quando sarà il loro turno.

L’attesa è talmente spasmodica che non mancano coloro che vogliono sapere l’ordine regione per regione, per capire quando sarà il loro turno o se i nuovi treni viaggeranno su una determinata linea.

Inutile dire che nel mezzo ci finiscono anche le solite diatribe tra nord e sud, accresciute dalle conferme che vedono i prossimi nuovi convogli destinati ancora al settentrione, alla Lombardia.

Una risposta a queste osservazioni ovviamente non c’è. L’unica possibilità è la pazienza, una dote di cui i pendolari non sono particolarmente dotati, in alcuni casi, va detto, sfiancati da situazioni ai limiti del tollerabile.
Quel che è certo è che ogni rivoluzione ha dei tempi tecnici per essere portata a compimento. Costruire un treno come il Pop e per via del doppio piano ancora di più come il Rock, è un atto complesso che ha una inevitabile durata.

La sola cosa che si può fare è attendere, con la certezza che non manca ormai molto al poter viaggiare anche in Italia su treni moderni come ce ne sono solo in alcune nazioni d’Europa.

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