Venerdì scorso, nell'area del terminal della struttura cittadina, è stato festeggiato il “lancio” del primo treno di collegamento con partenza da Pordenone verso il Regno Unito.

L’iniziativa promossa da Interporto Pordenone, in collaborazione con Lineas (ferrovie belghe), Hupac (la società svizzera che gestisce il terminal), sarà curata da Codognotto, una delle realtà più dinamiche nel panorama dei trasporti e della logistica europea.

“Sapere che una grande impresa ha scelto il nodo di Pordenone, uno scalo predisposto per tutta l’imprenditoria, per far partire i suoi treni, è un motivo di grande orgoglio per noi. Sviluppare il trasporto su rotaia – ha sottolineato Giuseppe Bortolussi, ad di Interporto Pn, – significa risparmio per il trasporto stesso (viene stimato in un 20%), maggiore attenzione alla cultura dellambiente e consente di dare più voce al nostro territorio. Un’altra giornata di grandi soddisfazioni, dopo l’apertura del terminal lo scorso 30 maggio. E rappresenta una concreta risposta alla Brexit”.

Il convoglio in partenza per il Regno Unito è l’ultimo di una serie cominciata da Pordenone a luglio in direzione Novara e continuata a settembre con treni diretti verso i porti di Duisburg, in Germania, e di Zeebrugge, in Belgio, per un totale di 14 convogli alla settimana.

Per la fine del 2019 i convogli in partenza da Pordenone saranno una trentina, per arrivare a 50 nel primo trimestre del 2020, in direzione Rotterdam, in Olanda, e quindi Polonia e Serbia, ovvero verso l’Europa dell’est, “Paesi con cui – rileva Bortolussi – stiamo sviluppando un’importante iniziativa per diventare la piattaforma ideale per il traffico ferroviario con l’Est Europa. Oggi, rientrando da Trieste abbiamo misurato un muro di camion, 12 chilometri di mezzi fermi in autostrada. È una situazione ormai insopportabile e non si può più pensare a un futuro delle nostre aziende senza pensare a qualcosa di più sicuro e di più affidabile”. Silvano Pascolo, presidente di Interporto Pn, si è detto soddisfatto che partano due treni alla settimana per il Regno Unito “alla faccia della Brexit”.

L’assessore comunale alla Mobilità, Cristina Amirante, ha detto che il Comune crede fortemente a questo nuovo modo di vedere il trasporto delle merci che “nel territorio italiano, non può essere solo su gomma. Il futuro è nello scambio tra gomma e rotaia e questo è un esempio eccellente di quello che sarà il trasporto futuro. Si produrranno meno anidride carbonica e polveri sottili, con una migliore qualità della vita”.

Che il futuro non possa essere soltanto tutto gomma lo ha ribadito anche Maurizio Codognotto, titolare dell’omonima impresa, che ha parlato di intermodalità, ferroviaria e marittima, “soluzioni che oggi il mercato offre, per sostenere lo spostamento delle merci a impatto sempre meno inquinante. Il nostro auspicio è che questi possano diventare i treni delle aziende del nordest”.

In conclusione, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, ha rilevato che l’Interporto di Pordenone, dei 4 regionali, è quello in cui cè più fermento in assoluto. “Questo fa ben sperare perché ormai il Fvg è diventata la piattaforma del nordest dellEuropa e, con il porto di Trieste che sta avendo un boom storico, ci dà grandi aspettative. Per il nostro territorio vuol dire sviluppo non solo infrastrutturale, ma creare ricchezza dando lavoro. Abbiamo investito diversi milioni su questo sito perché ci crediamo”.

Foto 3 Interporto Pordenone

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