Arrivano le prime sentenze sulla vicenda dello scontro tra due treni a Galugnano, lungo i binari delle Ferrovie del Sud-Est del 13 giugno 2017.

Il macchinista della ALn 668 a noleggio da Trenitalia ha infatti patteggiato un anno e 8 mesi (pena sospesa) per l’accusa di disastro ferroviario colposo.
La decisione è stata presa dal gup di Lecce accogliendo la richiesta dei difensori del macchinista, mentre è stato assolto con il rito abbreviato su richiesta conforme dell’accusa il capotreno dello stesso convoglio.

Processo, invece, per due dirigenti delle FSE, l’allora direttore della business unit Trasporto ferroviario e il direttore di esercizio.

L’incidente provocò 20 feriti molto lievi poiché per fortuna l’impatto avvenne ad appena 28 km l’ora.

L’inchiesta tecnica, condotta dalla Polfer con la consulenza di un ingegnere specializzato, accertò che il convoglio all’ingresso della stazione di Galugnano si era avviato da solo in discesa, e che il macchinista non intervenne perché era sceso dall’automotrice di cui aveva azionato - sbagliando - le «funicelle» per scaricare l’impianto frenante, finendo così per mettere in movimento il mezzo senza poi essere in grado di fermarne la corsa. Forse perché - questa l’ipotesi - non ne conosceva a fondo i comandi.

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