Passano i giorni e l'Unione Europea chiede giustamente conto all'Italia della Torino-Lione.

Alla vigilia del consiglio d'amministrazione di Telt, la società incaricata di realizzare e gestire la nuova ferrovia, arriva da Bruxelles l'ennesima e prevedibile richiesta di chiarimenti al nostro Governo che ancora vacilla tra favorevoli e contrari, con i primi che sembrano sempre più numerosi.

Entro luglio si deve dire come si vuole portare avanti il progetto, altrimenti il rischio è non solo di perdere i fondi a disposizione, ma anche di dover restituire i 120 milioni di euro già ricevuti.

Una simile richiesta complica ovviamente il dialogo politico tra i partner di Governo, a maggio ragione dopo l'ipotesi mini-TAV tornata a circolare nelle ultime ore.

Peraltro al cda di Telt che si terrà domani a Parigi, sarà presente per la prima volta Iveta Radicova, nuova coordinatrice del Corridoio Mediterraneo che nei mesi scorsi aveva annunciato l'intenzione dell'Unione Europea di aumentare dal 40 al 50% il finanziamento comunitario dell'opera.

Prima assoluta anche per il nuovo Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dichiaratamente sì TAV.

«È l'occasione per rilanciare la necessità di partire e procedere speditamente con la parte italiana», ha detto a tal proposito proprio Cirio.

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