Trasporto Ferroviario Toscano è una realtà certamente molto interessante nel panorama ferroviario italiano. Questa amministrazione ferroviaria che opera in Toscana possiede infatti un parco rotabili molto vario ed in alcuni casi piuttosto antico che merita senza dubbio alcuno di essere immortalato.

Senza andare ad analizzare rotabili non più in uso, in questo articolo vedremo cosa è possibile attualmente fotografare sulla rete RFT lungo le due linee che da Arezzo portano a Nord a Stia e a Sud a Sinalunga.

I mezzi più moderni e che la fanno da padrone sono gli Elfo appartenenti alla famiglia dei Coradia. Del tutto identici a quelli di Trenitalia se non per la livrea, sono un totale di 4 complessi classificati ETT.21÷24 e costruiti da Alstom a partire dal 2005. Essi circolano abitualmente tanto sulla linea Nord quanto sulla linea Sud.

 

 

Altro mezzo moderno è costituito dalla E.464.880 che si accompagna a 3 carrozze Vivalto delle quali una pilota. Consegnata nel 2010 da Bombardier e seguita solo due anni dopo dalle carrozze, questa macchina gira con il relativo convoglio unicamente sulla linea Nord.

 

 

Il servizio passeggeri è garantito anche da altri mezzi decisamente più vetusti. In servizio sono infatti presenti 3 complessi di Automotrici ex SNCB chiamati amichevolmente “Leprina” e classificati ALe 054.
Di questi tre complessi il 969 viaggia da solo ed è riconoscibile per i frontali ancora provvisti di porte di accesso chiuse con il vetro provvisto di sbarre orizzontali. Viceversa 961 e 965 viaggiano permanentemente accoppiati con i frontali estremi rifatti e quelli interni accecati. Queste elettromotrici girano abitualmente tanto sulla linea Nord quanto sulla linea Sud.

 

 

A queste si aggiungono altre due Automotrici classificate E.624.009 ed E.624.012 all’interno delle quali vengono intercalate alcune carrozze passeggeri. Queste composizioni girano unicamente nella tratta Nord e solitamente sono utilizzate solo la mattina presto e dopo pranzo vista la necessità di fornire convogli più robusti a causa della maggiore affluenza dovuta agli studenti. Va detto che nei giorni festivi in cui l'esercizio su entrambe le tratte è sospeso, il convoglio "dorme" a Stia.

 

 

Il parco dei mezzi motore per il servizio passeggeri si compone anche di 5 locomotori classificati EDz 12÷14 ed EDz 17-18 e soprannominati “Calimero”. L’origine di questo nomignolo è da ricondursi alla livrea interamente nera un tempo adottata che richiamava il colore del noto personaggio dei fumetti. Le unità 12 e 13, caratterizzate da una testata tronca ed una con banco, viaggiano esclusivamente sulla tratta Nord con alcune carrozze intercalate mentre la 14 con entrambe le testate dotate di banco e la livrea ancora nera è a disposizione.

A fronte di questo nella tratta Sud viaggiano invece gli EDz 17 e 18, anch’essi con una sola testata con banco e con carrozze intercalate. A causa della differente lunghezza i locomotori della tratta Nord sono chiamati “Calimerini” mentre quelli della tratta Sud sono definiti “Calimeroni”. Va detto che questi ultimi sono normalmente in turno unicamente sui treni degli studenti la mattina presto e dopo pranzo. Anche in questo caso nei giorni festivi in cui l'esercizio su entrambe le tratte è sospeso, il convoglio "dorme" a Sinalunga.

 

 

TFT non effettua solo treni passeggeri ma anche merci per quanto piuttosto sporadici. Per essi è previsto l’utilizzo di 2 locomotori appartenenti al Gruppo E.626 ed una volta in uso presso le Ferrovie dello Stato, la E.626.223 e la E.626.311. Ad esse si aggiungono due D.341 anch’esse una volta in forza alla amministrazione statale, la D.341.1041 e la D.341.1063. Solo queste ultime due sono caratterizzate dalla appariscente livrea TFT. Questi mezzi sono utilizzati per effettuare i merci della ditta Baraclit di Bibbiena o per l’invio o la riconsegna di carri e carrozze, anche Trenitalia, dalle Officine di Porrena, entrambe poste lungo la linea Nord.

 

 

Per le manovre nei raccordi, infine, TFT utilizza principalmente tre automotori, la 225.7051, la 225.7069 e la Ne 700.003. Quest’ultima, particolarmente interessante essendo una locomotiva rimasta su suolo italiano dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

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