Dopo aver lasciato Praga, nel precedente episodio, giungiamo in serata a Dresda. È notte e la definizione poco dotta di “freddo pinguino” ben si addice al gelo che c’è in città, dove ha smesso di piovere da poco e l’atmosfera è carica di una discreta umidità.

Dopo una rapida occhiata ai mezzi di trasporto necessari per raggiungere il nostro alloggio prendiamo un tram, mezzo di trasporto tipico di questa città, come anche a Praga. Molti dei mezzi in circolazione sono moderni ma convivono con quelli, bellissimi, più datati che nonostante il maltempo non ci asterremo dal fotografare.

L’atmosfera in città è piuttosto silenziosa ma a renderla più viva ci pensano i numerosi locali di Äußere Neustadt, il quartiere alla moda della città, dove si trovano negozi eleganti, osterie, ristoranti  e discoteche, e nel quale abbiamo scelto di soggiornare.
Ci colpiscono in particolare i frequentatissimi localini che servono vin brulé come fosse acqua, un buon modo per riscaldarsi per i clienti che si intrattengono a parlare anche fuori dai locali sfidando le temperature sotto lo zero termico.

I giorni a disposizione non sono molti, quindi decidiamo la mattina seguente di muoverci di buon ora. Ci spostiamo inizialmente a piedi perché la città è comunque piccola e non sempre è necessario ricorrere ai mezzi pubblici.
Il primo impatto con la luce, nonostante un cielo plumbeo, è davvero spettacolare. Dresda è una piccola bomboniera, con un centro storico davvero impressionante che in pochi chilometri racchiude tutta la sua migliore essenza.

La vista più spettacolare la si ha dall’Augustusbrücke un ponte dal quale si ha una visione a 180° di tutto quello che resta del centro storico. Già, perché Dresda ha il triste primato di essere la città tedesca che ha subito maggiormente le conseguenza della Seconda Guerra Mondiale, vivendo uno dei momenti più devastanti della storia del Novecento.

Nel febbraio del 1945 essa fu pesantemente bombardata dalle forze inglesi alleate ed il 75% del suo centro storico fu raso al suolo. Con tenacia, costanza e coraggio, gli abitanti di Dresda sono riusciti nel tempo a ricostruire tutti i monumenti e i palazzi storici che si possono oggi ammirare, con l’obiettivo di superare gli orrori del passato e di recuperare l’antico splendore.
Essa si divide in due realtà, quella dell’Altstadt, la Città Vecchia, dove sorgono gli edifici storici e monumentali che si affacciano sulla Brühlsche Terrasse, sulla riva sinistra dell’Elba, e quello della Neustadt, la Città Nuova, che si adagia sulla sponda opposta del fiume tra caffè alla moda, palazzine colorate, botteghe di artigiani e spazi verdi.

Il centro di Dresda nella Altstadt, come detto, colpisce al primo impatto, anche perché è molto raccolto. Si nota prima di tutto lo Zwinger, un incantevole complesso architettonico in stile barocco che circonda gli splendidi giardini ispirati a quelli della Reggia di Versailles, tra fontane, piscine e sculture.
Nonostante il complesso sia stato completamente distrutto dai bombardamenti del 1945, esso è stato perfettamente ricostruito ed è considerato anche oggi uno dei capolavori dell’architettura barocca dell’intera Germania.

Oltre allo Zwinger, a noi è poi piaciuta moltissimo la Chiesa di Frauenkirche, per la sua bellezza ma soprattutto per la sua storia.
Questa struttura, terminata nel 1743, rimase quasi per miracolo illesa dai bombardamenti inglesi ma la pioggia di fuoco devastò completamente gli interni in legno. Sfortunatamente, nei giorni successivi ad uno degli ultimi bombardamenti, uno dei piloni portanti si spostò, cosa che portò al collasso completo della struttura su se stessa con le macerie che rimasero sul posto del crollo per 45 anni, come un monumento alla follia della guerra. Solo nel 1990, dopo la riunificazione della Germania, si decise di cominciare a ricostruirla.
I lavori iniziarono nel 1994 e terminarono nel 2006 con una parte delle antiche rovine che è stata conservata ed alcuni frammenti riutilizzati come souvenir per finanziare i costi della rinascita.

Un viaggio a Dresda include per forza una visita alla Galleria dei Grandi Maestri che custodisce una delle più importanti collezioni d’arte in Europa.
Al suo interno si possono trovare 2.000 dipinti e tantissime incisioni, tra cui capolavori realizzati tra il XV ed il XVII secolo in stile rinascimentale, fiammingo e barocco, da celebri pittori italiani, francesi, tedeschi e spagnoli come Andrea Mantegna, Tintoretto, Velàzquez, Dürer, Andrea del Sarto, Correggio, Giorgione, Parmigianino, Tiziano, Raffaello, Rembrabdt, Van Dyck, van Eyck, Rubens, Vermeer e tanti altri maestri dell’arte europea vissuti tra Cinquecento e Seicento.
I dipinti più celebri della galleria sono senza dubbio la Madonna Sistina di Raffaello, conosciuta in tutto il mondo per la presenza dei due angioletti dall’espressione annoiata alla base della tela, e la Venere dormiente del Giorgione, conosciuta, appunto, come Venere di Dresda.

 

Altri due monumenti di Dresda meritano un cenno particolare. Il primo è la Hofkirche, principale luogo di culto cattolico.
Detta anche Cattedrale della Santissima Trinità, fu realizzata da un architetto italiano, Gaetano Chiaveri, su volere di Re Augusto il Forte, a seguito della sua conversione al cattolicesimo e contempla una torre dell’orologio alta più di 80 metri e la navata principale lunga ben 52 metri.
Anch’essa fu completamente distrutta dai bombardamenti del 1945 e fu ricostruita negli anni Ottanta rispettando le fattezze originali, diventando uno dei simboli della città. Il secondo è invece il Teatro dell’Opera, costruito tra il 1838 ed il 1841 dall’architetto Gottfried Semper in stile neorinascimentale e neobarocco.
Raso al suolo due volte, fu ricostruito in base alle caratteristiche architettoniche originarie ma adattato alle nuove esigenze moderne per quanto riguarda il palco e la platea che ne fanno oggi uno dei teatri più celebri al mondo.

In mezzo a tutte queste opere d’arte maestose, non dimentichiamo, però, di essere anche degli appassionati di trasporti su rotaie, quindi non perdiamo l’occasione per fotografare anche qui alcuni tram Tatra, simili a quelli appena visti a Praga.
Nel loro colore giallo e nero, sono i più vecchi in circolazione in città e i più anziani sono datati 1968. Al di là del mezzo specifico, una cosa impressionante di Dresda è la quantità di trasporti pubblici a disposizione della cittadinanza.
I tram sono praticamente ovunque, con tempi di attesa bassissimi anche in orari improbabili e laddove non arrivano le rotaie ci pensano gli autobus a rendere il tutto assolutamente capillare.

Proprio per mezzo di un tram raggiungiamo un altro dei nostri obiettivi ferroviari, il Museo dei Trasporti di Dresda. Ne abbiamo già parlato in uno dei nostri episodi di Ferroviaggi, per cui vi rimandiamo a quell’articolo, ma non possiamo che rinnovare il nostro invito a visitarlo perché ne vale davvero la pena.

Con il calare della notte arriva anche il momento di scoprire la Dresda più scintillante, soprattutto nel periodo natalizio. Alcune vie della città sono finemente addobbate di luci mentre lungo la Hauptstraße, la via principale, si aprono le bancarelle che affiancano vin brulé e tanto cibo all’artigianato locale.
L’atmosfera è magica come a Praga, complice senza dubbio il freddo pungente che viene mitigato dagli odori e dai suoni tipici delle festività natalizie.

Lo Striezelmarkt, il più antico mercatino di Natale d’Europa, e forse del mondo come attesta un documento del 1434, è un’attrazione imperdibile ed è visitato ogni anno da più di 2 milioni e mezzo di persone: circa 240 bancarelle dalle decorazioni originalissime prendono luogo per un mese nell’antica piazza del mercato dove musiche di Natale, luci sfavillanti e venditori allegri e gentili creano un’atmosfera natalizia unica al mondo.
Il nome del mercatino deriva da Striezel, una versione locale del tipico dolce natalizio Stollen, venduto all’interno di scatole di latta eleganti e decorate o in deliziose fettine da passeggio, che vi consigliamo di assaggiare: ogni anno, all’inaugurazione del mercatino viene tagliato il primo pezzo di Striezel della stagione. Tra le bancarelle spicca la piramide natalizia a gradoni più alta al mondo, di oltre 14 metri, e il grande candelabro all’entrata della piazza, proprio di fronte alla fermata dei tram.

La sera lo Striezelmarkt si popola intensamente sia di turisti che di cittadini riuniti intorno a una tazza del tipico vin brulé servito in tazze decorate con paesaggi di Dresda che è possibile acquistare con un piccolo contributo o restituire a mo’ di reso.

 

Abbiamo parlato molto di Dresda e delle sue bellezze ma molto poco delle sue ferrovie. Questo perché, effettivamente, non c’è molto da dire.
Essendo una città relativamente piccola, infatti, essa ha una stazione principale e diverse stazioni secondarie dove in realtà passa davvero di tutto.
Nella nostra visita ci siamo limitati alla Hauptbahnhof che merita senza dubbio un passaggio.
La stazione venne costruita tra il 1892 ed il 1897 sull'area della vecchia stazione Böhmischer Bahnhof. Il fabbricato viaggiatori, progettato da Ernst Giese, Paul Weidner e Arwed Rosbach, consta di una parte centrale di testa, a livello stradale, affiancata da due ali laterali passanti, in cui i binari sono sopraelevati di 4 metri per scavalcare la strada sottostante.

Il piano binari è molto comodo per fare fotografie perché se è vero che i convogli si fermano sotto le volte, è anche vero che i marciapiedi continuano anche al di fuori di esse, quindi si possono fotografare i treni in arrivo o in partenza. Dal punto di vista dei mezzi è presente davvero di tutto, dai merci agli ICE e non mancano occasioni in cui vi arrivano anche locomotive dalla vicina Repubblica Ceca.

Oltre alla altre stazioni della città vi suggeriamo di fare un salto anche a vedere gli scali dall’alto, cosa che è possibile fare utilizzando i ponti che scavalcano i fasci di binari, ponti che ai lati hanno il camminamento pedonale e permettono, volendo, anche di gustarsi infinite manovre di composizione e scomposizione.

Il nostro viaggio volge al termine e ovviamente, proprio nella stazione principale di Dresda ci rechiamo per tornare a Praga e prendere l’aereo per casa.
Questa volta decidiamo di utilizzare l’Eurocity 173 “Hungaria” composto da materiale ungherese, sul quale saliamo però, non prima di aver immortalato uno splendido treno sostitutivo composto da vecchie carrozze, alcune delle quali ancora recanti i loghi delle DR, Deutsche Reichsbahn, la compagnia ferroviaria statale della Repubblica Democratica Tedesca.

 

La partenza a metà mattinata ci impedisce stavolta di pranzare a bordo ma nulla ci impedisce di poter visitare la carrozza ristorante e di fare una breve colazione.
La vettura è decisamente più spartana di quella ceca ma ugualmente comoda e ben tenuta. Vista l’ora ci “accontentiamo” di un caffè e di un ottimo dolce al cioccolato che degustiamo sempre mentre vediamo il paesaggio scorrere dal finestrino.

 

È tempo di tornare a casa con la consapevolezza di aver visto una splendida città che conoscevamo e di averne scoperta una altrettanto bella che meriterebbe di entrare di più nel circuito turistico europeo.

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