Nel 1967 non ci fu solamente il battesimo di una delle locomotive più amate e apprezzate delle Ferrovie dello Stato, ma anche di una livrea che sarebbe durata per oltre 50 anni rimanendo sempre attuale ed elegante.

Con la consegna della E.444.001 si diede in fatti inizio al ciclo del Grigio Perla e Blu Orientale, due colori che accostati restituivano velocità, possanza, eleganza e al contempo anche pulizia.

L'origine della cromia è stata attribuita da vari autori nel corso dei decenni a due possibili motivazioni. La prima vedeva in qualche modo il voler ricalcare con colori codificati quelli del Treno Azzurro, di poco precedente, mentre la seconda quella di creare una colorazione che fosse in qualche modo accostabile, viste le doti di velocista della nuova ammiraglia, a quella degli Elettrotreni ma con il blu al posto del verde e il grigio di una tonalità leggermente diversa, Perla rispetto a Nebbia.

Non sapremo mai esattamente come andarono le cose, fatto sta che questa cromia fu subito molto apprezzata sia dai ferrovieri che dagli addetti ai lavori anche perché, pur rimanendo sobria e offrendo poco spazio alla sporcizia provocata dall'esercizio, risultava meno tetra rispetto al Castano e Isabella delle locomotive precedenti.

Un altro apprezzato pregio era quello di riuscire a sposarsi benissimo con tutte le livree delle carrozze allora presenti ma anche con quelle future.
Dava vigore al tetro Grigio Ardesia, si intonava bene con lo schema TEE Giallo Sabbia e Rosso Bordeaux, viveva bene l'accostamento con il Rosso Fegato delle UIC-X e con la cromia bandiera delle Gran Confort risaltando da ultimo ancora una volta con il bigrigio con filetti gialli delle UIC-Z.

Col senno di poi, un unico accostamento è forse risultato fatale, a questa come del resto a tutte le altre cromie, quello con l'XMPR, probabilmente per colpa di quest'ultima livrea che prevede colori davvero troppo insensati per stare bene con altri.

Dopo l'applicazione sulla E.444.001, lo schema venne ripreso sugli altri 3 prototipi, sulle unità di serie e sulle E.447. Curiosamente, sulle macchine di serie non fu adottata inizialmente la fascia antinfortunistica Rosso Segnale sui frontali, cosa che attribuiva alle locomotive una eleganza se possibile ancora maggiore.

Era questa, infatti, la sola divagazione prevista dalle Ferrovie dello Stato, almeno fino alla applicazione della colorazione sulle E.656 quando venne aggiunto anche un baffo Giallo Taxi sui frontali per mettere in risalto il logo aziendale.

Una livrea così bella non poté che essere in seguito adottata anche sulle allora modernissime E.632 ed E.633, andando sostanzialmente a vestire le uniche locomotive italiane ufficialmente caratterizzate da un nomignolo ribadito dalle decalcomanie sotto i finestrini del personale di macchina: Tartaruga, Caimano e Tigre.

L'applicazione della cromia, tuttavia, non si fermò a questi tre rotabili. 
L'unione di questi due colori era talmente gradita che la si propose in via sperimentale anche per la E.636.080 nel momento in cui si pensava ad una riqualificazione dell'intero Gruppo con relativa nuova colorazione.

Ovviamente, i due colori furono adottati anche per le eredi delle E.632 ed E.633, le E.652 che furono ufficialmente l'ultimo gruppo a vestirla in virtù del fatto che si considerano le E.655 come semplici varianti delle E.656 anche se va detto che con loro lo schema vide anche l'adozione della fascia gialla con scritta Cargo interna.

 

Per ultima ma non certo per importanza, la livrea venne poi applicata nel 2002 anche alla E.636.117 a cui fu apposta in funzione storica dopo la riverniciatura in Isabella proprio della E.636.080.
Su questa vicenda non tutti sanno che l'applicazione avvenne presso il Deposito di Roma San Lorenzo e che il primo viaggio ufficiale con la nuova veste fu fatto con una UIC-Z in livrea XMPR tra Roma e Frosinone per festeggiare il pensionamento di un ferroviere del medesimo deposito.

Non ci dilungheremo in dettagli ma vale la pena ricordare che il Grigio Perla e il Blu Orientale furono usati anche su altri rotabili circolanti nel nostro paese, secondo l'usanza di replicare sulle ferrovie private i colori della ferrovia nazionale.

Così, ricevettero questa cromia le BB.150-162 delle Ferrovie del Sud Est, parimenti alle DE.168 e 169 sempre delle FSE che, ironia della sorte, altro non erano che due ex D.343 delle FS (D.343.1027 e .1039).
Anche le DE.122 tanto FSE quanto ACT hanno vestito questa cromia, così come lo strano esemplare unico costruito per il Consorzio Cooperativo Ferrovie Reggiane, presso il quale venne classificata 920.101 ed in seguito venduto nel 1973 ancora una volta alle FSE.

Oggi la livrea Grigio Perla e Blu Orientale è tutt'altro che scomparsa trovando ancora applicazione, tra l'altro, sui rotabili d'epoca che sono stati preservati e riportati agli antichi splendori.
Essa fa ancora bellissima figura davanti a numerosi treni storici lungo tutta la Pensiola.

Tutti i video delle locomotive in Grigio Perla e Blu Orientale nel nostro canale YouTube cliccando qui.

All'entrata in servizio di Rock e Pop mancano:
Giorni
Ore
Minuti
Secondi

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Dal nostro YouTube

Treni e tecnologia