Tra tutte le nazioni d'Europa, la Svizzera fu tra le prime a giudicare la trazione a vapore poco redditizia, sia a causa del prezzo elevato del carbone, interamente importato, sia per il profilo altimetrico delle proprie linee, che richiedevano notevoli potenze erogate. Per questi motivi il paese si lanciò, a partire dall’inizio del XX secolo, in un‘intensa opera di elettrificazione, che vedeva già nel 1939 la rete elettrificata per l’80%.

In quest'ottica fu di grande importanza per la trazione elettrica elvetica la serie di locomotori classificati Ce 6/8 II, probabilmente una delle più belle e impressionanti locomotive elettriche europee, soprannominate anche “coccodrillo" per via dei due lunghi avancorpi sporgenti. 

Questa macchina, una delle più potenti del suo tempo, era destinata al servizio merci sulla salita del San Gottardo, passaggio obbligato di uno dei più importanti assi ferroviari europei. La prima serie di 33 unità venne costruita, a partire dal 1919, dalla SLM di Winterthur per la parte meccanica e dalla MFO di Oerlikon per la parte elettrica ed era in grado di raggiungere la velocità massima di 65 km/h, venendo immatricolata come gruppo Ce 6/8.14251÷14283.

Tecnicamente, i locomotori del Gruppo Ce 6/8 erano caratterizzati dalla trasmissione a bielle.

Ogni motore di ogni semitelaio muove il suo gruppo di assi con un albero ausiliario che, a sua volta, muove i veri assi motori per mezzo di bielle di collegamento anche se in talune versioni furono adottati anche due alberi ausiliari per semitelaio. Sebbene oggi la presenza di bielle su una locomotiva elettrica possa apparire sorprendente, non lo era allora, poiché le prime prove con trasmissione a ingranaggi diedero come risultato un’andatura molto dura e rotture di pezzi, cosa che spinse gli ingegneri a considerarla ancora non sufficientemente affidabile.

Tra il 1942 e il 1947, 13 unità vennero potenziate a 2.680 kW e ammodernate nella meccanica. Essendo aumentata la velocità massima raggiungibile a 75 km/h passarono al gruppo Be 6/8 II cambiando contemporaneamente numero di matricola da 14000 a 13000. Dopo la seconda guerra mondiale tuttavia, con l'avvento delle Ae 6/6, i "coccodrillo" furono utilizzati sempre di più sulle linee in pianura.

A partire dal 1965 grazie all'entrata in servizio di locomotive più moderne e potenti iniziò il loro accantonamento, e qualche anno dopo la demolizione. Negli anni settanta e nei primi anni ottanta sono stati principalmente usati per treni merci di barbabietola da zucchero, anche se alcuni della serie modificata vennero adibiti alla manovra pesante a Basilea fino al 1986.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Rodiggio: 1C+C1.
Scartamento: 1.435 mm.
Lunghezza: 19.460 mm.
Velocità massima: 65 km/h.
Peso: 128 t.
Peso aderente: 104 t.
Alimentazione: 15.000 V ca. monofase 16 2/3 Hz.
Potenza: 1.650 kW.
Sforzo massimo di trazione: 24.000 kg.

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