Siamo ormai talmente abituati a parlare di Jazz, Pop, Rock e Frecce che sembra passato un secolo da quando viaggiavamo (e fotografavamo) i treni “tradizionali” delle allora Ferrovie dello Stato. Ma quali erano i rotabili da treno che costituivano il nerbo del parco FS nel 1997?

Una rapida analisi lascia senza fiato. Naturalmente nessuno dei treni sopra indicati aveva visto la luce, per cui le Ferrovie basavano la loro esistenza su convogli decisamente diversi.

La flotta ETR era costituita da 25 ETR 500 monotensione, 8 ETR 470 per i servizi di Cisalpino, 10 ETR 460, 15 ETR 450 e l’ETR 401. Ad essi si aggiungevano poi gli elettrotreni storici che però ovviamente in molti casi erano nel parco rotabili solo pro forma. Per l’esattezza si avevano 6 ETR 220 con altri 5 in attesa di demolizione, 5 ETR 240, 3 ETR 250 “Arlecchino” con un altro radiato e 1 ETR 300 "Settebello", con altri 2 in attesa della fiamma ossidrica e al pari di quelli già citati, inseriti nel famigerato TV6.

 

Interessante è anche l’elenco della flotta di Automotrici elettriche. Al tempo nemmeno i TAF erano stati consegnati, quindi il parco prevedeva 15 ALe 540 (dislocate principalmente a Trieste, Bologna e Alessandria), 90 ALe 582, 53 ALe 601, 60 ALe 642, 12 GAI (di stanza a Bologna), 6 ALe 660 (assegnati a Venezia Mestre), 87 ALe 724, 125 ALe 801/940, 53 ALe 803, 18 ALe 840 (divise tra Bolzano e Alessandria) e 12 ALe 841.

Questa dunque la situazione del materiale leggero che vedeva ancora tanto Grigio Nebbia e Verde Magnolia sui binari affiancato dal Castano/Isabella che resisteva soprattutto nel nord del paese e con i nuovi rotabili che si affacciavano negli scali ancora abbastanza timidamente.

Una situazione se vogliamo ancora più distante da quella odierna la si aveva poi per il materiale pesante. Nel 1997 sono a inventario ancora 4 E.626 e 3 E.428 che di fatto rappresentano i rotabili più anziani della flotta. Ribadiamo che questo non significava che fossero inserite in turni regolari, ma che in qualche modo erano ancora in carico all’azienda, salvo poi essere state preservate per una destinazione museale o storica.

Ad esse si aggiungevano però rotabili in piena efficienza e nel dettaglio 45 E.402/E.402A (quindi anche i prototipi), 33 E.424 tradizionali e 105 Navetta, 113 E.444R, 65 E.632, 151 E.633, ben 420 E.636, 97 E.645, 198 E.646, 175 E.652 e 458 E.656.
Ad esse si affiancavano ancora una volta molto timidamente, 3 E.454 e 2 E.453, prototipi che non avranno seguito ma che allora erano ancora in via di sperimentazione nonché le E.402B che però erano però formalmente ancora in prova.

Interessante notare che già nel 1997 le Ferrovie dello Stato non consideravano più nel loro parco rotabili le E.491 e le E.492, che in effetti erano già accantonate da anni.

 

Ben fornita anche la dotazione delle Automotrici termiche che vede la presenza di tutte le serie di ALn 668 esclusa la .2400 e ovviamente le ALn 663, allora sostanzialmente nuove. Per l'esattezza si contano 16 ALn 663.1000 e 104 ALn 663.1100/.1200, 119 ALn 668.1000/.1100, 60 ALn 668.1200, ben 49 delle vecchie ALn 668.1400, 73 ALn 668.1500, 33 ALn 668.1600, 20 ALn 668.1700, 82 ALn 668.1800, 41 ALn 668.1900, 39 ALn 668.3000 e per concludere 147 ALn 668 3100/.3200 e 40 ALn 668.3300
Non mancano in inventario automotrici più vecchie tra le quali spiccano una ALn 556.2000, 4 ALn 773.3500 e una ALn 990.

Per ultime, ma non per importanza, vale la pena fare il punto sulle locomotive Diesel da treno. I rotabili di allora sono gli stessi di oggi, visto che non si è proceduto nel corso degli ultimi anni ad effettuare un ricambio generazionale, con numeri tuttavia molto più grandi e con qualche piccola sorpresa.

Tra queste la presenza in asset di una D.341.1000 ed una D.342.4000 a cui si affiancano 28 D.343.1000, 34 D.343.2000, 140 D.345, 30 D.443.1000, 19 D.443.2000 e 149 D.445.

I numeri che abbiamo riportato fotografano una realtà molto diversa da quella attuale, con una ferrovia che conta ancora molto su rotabili del dopoguerra e che solo nell’alta velocità vede investimenti per il miglioramento dei mezzi.

Una fotografia che se da un lato lascia l’amaro in bocca al pensiero di quanti convogli particolari e diversi una volta solcavano i nostri binari, permette però di apprezzare anche lo sforzo fatto ai giorni nostri per migliorare il servizio su tutti i segmenti, anche quello regionale e metropolitano.

Foto e video di Rinaldo Portalupi

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