In questi giorni la circolazione ferroviaria nel nord dell'Italia è stata letteralmente paralizzata dalle forti nevicate ma anche da un fenomeno che va sotto il nome di gelicidio che non tutti sanno bene cosa sia.

Il gelicidio è una precipitazione ghiacciata che differisce da neve e grandine. Si tratta letteralmente di pioggia congelata, tanto che in inglese si indica con il termine freezing rain. Esso è provocato dal fenomeno della sopraffusione, cioè dalla presenza di strati d’aria calda in quota mentre al suolo fa ancora freddo.

Nell’atmosfera i fiocchi di neve si sciolgono alle alte quote dove trovano l’aria calda e diventano pioggia, ma poi quando stanno per toccare il suolo si congelano nuovamente perché le temperature ai bassi strati rimangono fredde e localmente sottozero. 
Il gelicidio quando arriva al suolo forma uno strato di ghiaccio trasparente, omogeneo, liscio e molto scivoloso, racchiudendo i rami degli alberi, gli arbusti e gli steli dell’erba ma anche i cavi elettrici all’interno di un involucro assai duro di acqua cristallizzata e trasparente.

Questo fenomeno può verificarsi anche in Italia, soprattutto nella Pianura padana e nelle conche e valli interne dell’Appennino centro/settentrionale mentre è molto molto più raro al sud.

Il gelicidio, a causa del peso del ghiaccio, è un fenomeno molto pericoloso e causa numerosi disservizi visto che può provocare la caduta di rami anche di grande spessore nonché la rottura di cavi elettrici, con conseguente interruzione dell’illuminazione pubblica, problemi alle comunicazioni telefoniche e alla circolazione per il fondo stradale scivoloso.

In ferrovia il gelicidio crea una patina attorno ai cavi della linea aerea che così non trasmettono più elettricità rendendone di fatto impossibile la captazione da parte del pantografo. Il fenomeno è particolarmente fastidioso perché non è di facile risoluzione. Si ripropone infatti in continuazione quindi necessiterebbe di una rimozione sostanzialmente senza soluzione di continuità.

Tutto questo, peraltro, quando esso non provoca la rottura dei cavi, come ad esempio in Slovenia nel 2014 quando non solo i treni rimasero bloccati ma furono necessari mesi di lavoro per ripristinare tutti i fili della linea aerea.

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