Siamo nel luglio del 1986 e le E.424, nonostante siano in servizio da oltre 40 anni, sono ancora considerate dalle Ferrovie dello Stato delle macchine utili e affidabili. Per questo motivo ne viene decisa una importante riqualificazione intrapresa dalle OGR di Verona che già si occupano della riparazione ordinaria del Gruppo.

La prima unità ad essere trasformata è la E.424.092 per la quale, tra le altre cose, si decide la riclassificazione con il numero di serie originale aumentato di 200. Essa diventa quindi la E.424.292.

Meccanicamente il circuito di comando viene reso simile a quello delle E.646, viene soppresso il vano bagagliaio diventato inutile e applicati gli impianti antislittante e antincendio. Dovendo essere destinate al servizio regionale navetta, vengono installati i dispositivi autoregistranti per la timoneria del freno, date le numerose frenature che queste unità avrebbero dovuto svolgere. L’impianto pneumatico viene migliorato con l’adozione dei compressori W242, laddove gli stessi non fossero già installati e si registra inoltre sull’imperiale l’applicazione di una serpentina per il raffreddamento dell’aria.

Altre migliorie prevedono l’applicazione dell’antislittante Parizzi, la centralina tachigrafica Locopar ed una centralina De Limon e Willy-Vogel per la lubrificazione di pantografi ed assi cavi. Ai banchi di manovra, rimasti sostanzialmente uguali a quelli di origine, vengono aggiunti i dispositivi di comando e controllo porte e di controllo delle sospensioni pneumatiche per il servizio con le carrozze a due piani. Ovviamente, viene raddoppiata la fanaleria con aggiunta anche del faretto verde. 
Il rapporto di trasmissione passa a 19/65, consentendo di raggiungere i 120 km/h.

Le unità trasformate successivamente, a partire da marzo 1990 si distinguono per una variante ai finestrini laterali poiché al posto dei due piccoli adiacenti la serranda rimossa viene applicato un unico finestrino rettangolare analogo agli altri quattro, rendendo più filante l’aspetto della fiancata. La prima unità che riceve questa modifica è la E.424.289. Con il passare degli anni, altre migliorie impreziosiscono le E.424 riqualificate, come i condizionatori alle cabine di guida al fine di migliorare l’ambiente di lavoro del personale di macchina e i pantografi 52 dapprima ad archetto curvo e poi a strisciante piatto che vanno a rimpiazzare gli obsoleti 42 LR.

Esteticamente, per le E.424 riqualificate, viene scelta una livrea che riprende quella delle MDVE in grigio polvere e rosso fuoco con innesti arancioni, anche se queste macchine saranno poi impiegate principalmente con vetture MDVC e Piano Ribassato con livrea come ben noto differente. In seguito riceveranno invece la cromia XMPR peraltro con innumerevoli varianti da un Deposito all’altro.

La trasformazione coinvolge in tutto 105 macchine scelte non in ordine sequenziale, quindi con molteplici salti tra le numerazioni.

Le E.424 trasformate vengono assegnate inizialmente ai depositi di Cremona, Salerno, Paola, Reggio Calabria e Napoli Smistamento anche se negli anni successivi le si ritroverà anche in Sicilia, in Alto Adige, in Umbria, in Toscana, in Puglia e nelle Marche.

Tra le roccaforti si segnalano in particolar modo la linea tra Fortezza e San Candido ma anche il ternano, oltre ovviamente a Paola. In Sicilia grande utilizzo viene fatto nelle linee afferenti Messina e Catania.

Grazie alla loro riqualificazione, le E.424 Navetta saranno le ultime del Gruppo ad essere ritirate dal servizio, superando abbondantemente la prima metà degli anni 2000.

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