Il 15 marzo 1998 è una data in qualche modo storica per le Ferrovie dello Stato. Le Reggiane consegnano infatti la E.402.001, prima locomotiva di nuova generazione con motore trifase destinata ai treni viaggiatori degli anni novanta.

Dopo le E.444 e le E.447, spetta quindi alle nuove E.402 trainare i convogli più veloci a 200 km/h, con possibilità teorica di arrivare fino a 220 km/h.

Il progetto parte con un simulacro che serve esclusivamente come banco di prova e che naturalmente non sarà mai utilizzato in servizio regolare. Rispetto alla E.402.000, la E.402.001 ha due porte di accesso per fiancata, trombe spostate dietro i pantografi per disturbare meno il personale di macchina e importanti griglie di presa d’aria realizzate in acciaio inossidabile non verniciato e quindi ben visibili.

Internamente viene ripreso il banco di manovra delle coeve E.453/E.454 al fine di semplificarne l’uso da parte del Personale di Macchina. Meccanicamente si caratterizza per un rapporto da velocista di 22/79 con la piena potenza effettiva di 5.000 kW, a regime continuativo, che è sfruttabile dalla velocità di circa 112 km/h in su con punta massima a 220 km/h.

Poco dopo la sua uscita, la E.402.001 viene inviata a Bologna con la E.656.248, dove effettua la pesatura, rientrando il giorno stesso in officina per una messa a punto delle sospensioni. A questo, seguono le prove meccaniche presso il Centro di Dinamica Sperimentale di Firenze. Nell’aprile si sposta quindi a Napoli nello stabilimento dell’Ansaldo Trasporti per la messa a punto della parte elettrica, prima della consegna alle Ferrovie dello Stato.

Nel giro di pochi mesi vengono quindi consegnati gli altri quattro prototipi, rispettivamente il 7 ottobre (E.402.002), l’8 novembre (E.402.003), il 6 dicembre (E.402.004) e il 29 dicembre (E.402.005).

Le E.402 prototipo mostreranno nel corso degli anni successivi tutta la bontà del loro progetto, dando seguito ad una versione di serie che, sebbene piuttosto diversa da un punto di vista estetico, costituirà il nerbo della trazione veloce sulla rete ferroviaria italiana per decenni.

Dopo la trasformazione a livello meccanico come le unità di serie e l’adozione della livrea XMPR, i prototipi saranno poi accantonati giungendo al termine della loro carriera.

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