Siamo nell’aprile del 1997 e tra i tanti cambiamenti messi in opera dalle Ferrovie dello Stato c’è anche il potenziamento dei collegamenti notte. Al fine di offrire un servizio migliore e se vogliamo quasi elitario ai passeggeri, viene consegnata da Costamasnaga la prima di venti Carrozze Letto Excelsior caratterizzate dal bagno privato in ogni cabina.

Il disegno estetico della vetture prevede una zona di ingresso denominata “reception” illuminata da faretti con spazio per borse e valigie oltre ad un banco multifunzione per il personale di bordo. Ad essa segue una zona chiamata “office” e destinata anche in questo caso al personale dove si trovano tutti i quadri per la regolazione delle soluzioni di confort (segnalazione, videocitofoni, videosorveglianza, ecc…) oltre ad una zona per pasti e bevande con lavandino.

Una intera sezione è poi dedicata alla “suite”, al cui interno è contemplato un letto matrimoniale ribaltabile posizionato longitudinalmente con citofono, televisione e poltroncina con tavolino. Successivamente sono presenti sette camere che è possibile allestire con uno, due o tre letti sovrapposti con possibilità di regolare l’altezza di quello di mezzo in base al numero degli ospiti.

Come detto, tutte le camere sono dotate di bagno completo di WC, lavabo e doccia con armadietti individuali per l’oggettistica igienica. Le vetture sono ovviamente condizionate e gli interni sono realizzati da Giugiaro con materiali talmente di pregio che ogni vettura viene a costare circa 1,5 miliardi di lire.

Nonostante l’impegno profuso, le carrozze lamentano subito qualche problema di giovinezza come un non perfetto scarico dei reflui e il condizionamento spesso guasto ma nel complesso sulle relazioni in cui vengono inserite il gradimento è piuttosto alto, malgrado il costo che le relega ad una clientela piuttosto ben definita.

Nel frattempo, però, vengono portati avanti i lavori sulle linee ad Alta Velocità e negli anni successivi i primi treni iniziano a solcarle. Il management aziendale vede sempre con meno interesse il servizio notte che viene relegato in secondo piano rispetto a quello AV e ogni anno sempre più ridotto.

A seguito di questo, dopo soli 15 anni di servizio, le vetture vengono messe fuori turno e parcheggiate in diversi depositi d’Italia dove sono oggetto di furti agli interni soprattutto ai televisori e alle apparecchiature elettroniche. A questi eventi seguono i danneggiamenti poiché le carrozze vengono vandalizzate sia dai soliti idioti con la bomboletta sia dai senza fissa dimora che le utilizzano per ripararsi dalle intemperie.

In conseguenza a questi fatti, le carrozze non solo non vengono ripristinate ma, visto il particolare servizio che erano chiamate a svolgere che iniziava a diventare per certi versi anacronistico, vengono inviate alla demolizione.

Un triste destino per delle vetture bellissime che forse oggi, con Trenitalia nuovamente impegnata a guadagnare una fetta di mercato con i treni notte, sarebbero state utili tanto sulle relazioni nazionali quanto su quelle internazionali, dove forse sarebbe stato anche più facile reperire potenziali utilizzatori.

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