Molte volte, anche sulle nostre pagine, parliamo di ferrovia che scompare, limitandoci a narrare di livree o rotabili che vengono pensionati. Se questa è la parte più evidente della ferrovia che inesorabilmente fa il suo tempo, c’è però una parte meno palese ma forse anche più romantica che non deve essere dimenticata.

Si, perché lo svecchiamento dei mezzi non porta solo a veder sparire vecchi rotabili ma anche ad alcuni cambiamenti che segnano in qualche modo il passaggio di un’epoca.
E così, ad esempio, con l’introduzione dell’aria condizionata e dei finestrini fissi sparisce la possibilità di affacciarsi per vedere il panorama, con quella bella sensazione di aria sul volto che ormai è possibile provare solo su pochissimi treni.
E con essa sparisce anche il romanticismo delle foto di Berengo Gardin che da quei finestrini immortalava il paesaggio che “scorreva” affianco alla ferrovia ma viene relegata ad una memoria impossibile da rievocare anche la goliardia degli Amici Miei che nella stazione di Firenze Santa Maria Novella prendevano a schiaffi i poveri viaggiatori affacciati.

Rimanendo sulla nostra ipotetica carrozza, non possiamo fare altro che notare che la modernità è bella, ma in qualche modo si paga in freddezza.
E così addio ai talloncini delle prenotazioni, croce e delizia dei capotreno e modo molto indiscreto per sapere di quanto tempo si disponeva per attaccare bottone con la bella ragazza capitata nello scompartimento cool.

E con essi sono spariti anche i biglietti cartacei, oggi diventati elettronici, senza dubbio più pratici ma privi di memoria, impossibili da appuntare con una calamita su una bacheca in ricordo di un bel viaggio fatto.
Alle volte i cambiamenti riguardano anche cose a cui si pensa poco e probabilmente meno poetiche, ma anche quello fa parte del gioco. Siamo onesti, quanti di noi maschietti nel fare i propri bisogni non si sono fermati a guardare imbambolati la ferrovia scorrere dallo scarico della toilette? laughing Poi sono arrivate le ritirate chimiche, migliori per mille motivi, ma anche lì tremendamente asettiche…

Il cambiamento non riguarda ovviamente solo i treni (a proposito, quanto dureranno ancora gli scompartimenti??) ma anche tutto quello che li circonda. E così le stazioni hanno perso i bei cartelli neri con scritte bianche ora sostituiti da altri con caratteri sempre più appariscenti così come sono in via di progressivo smantellamento tutte le biglietterie, per alcuni versi senza dubbio scomode, ma in qualche modo testimoni di un tempo ormai definitivamente passato, sostituite da macchinette automatiche che strillano ai quattro venti di stare attenti ai borseggiatori attirando l'attenzione degli stessi... 

E come dimenticare i cartelli indicatori delle destinazione dei treni? Oggi è quasi tutto a led ma una volta erano a lettere scorrevoli con quel caratteristico suono ritmico di quando si aggiornavano regalando alle volte anche alcune perle come quando per qualche malfunzionamento la destinazione di un convoglio era ROMX TERNOMW...
Quanti di noi non hanno fantasticato nel vedere scorrere tra le categorie anche quella TEE come nella foto qui sotto? Un TEE via Foligno, poi!

E che dire degli annunci, una volta fatti da esseri umani con i loro accenti e i loro errori* ed oggi assegnati ad una voce computerizzata che ha la stessa espressività di una zucchina poco cotta? L’elenco potrebbe andare avanti a lungo e potrebbe estendersi anche alle apparecchiature di servizio.
Le Leopolder sono sempre più un ricordo, i telefoni di linea sempre meno utili e tra non molti anni, probabilmente, anche i segnali rimarranno nella nostra memoria visto che con l’ERTMS non sono più necessari. Ma forse, prima di arrivare a questo, passeranno ancora molti, molti anni.

*Molte scene ci sono state raccontate negli anni passati da ferrovieri sugli errori durante gli annunci ma due meritano proprio di essere narrate. Non possiamo citarvi con esattezza luoghi e frasi perché si perdono nella memoria ma vi garantiamo che il senso era proprio quello.

Scena 1:
Annunciatore in una stazione di Napoli: “Al binario 2 è in transito un treno merci. Al binario 2 è in transito un treno merci. Livatv!!!” (levatevi ndr) laughing

Scena 2:
Annunciatrice in una stazione di Roma: “Treno Intercity per Milano è in partenza dal binario 2. Ferma a Orte, Oriveto, Chiusi…” Voce da dietro: “Ma che cazzo stai a dì!!!!!!!” Attimi di gelo, microfono chiuso in fretta e furia. Microfono che si riapre ed annunciatrice di nuovo serissima: “Treno Intercity per Milano è in partenza dal binario 2. Ferma a Firenze Santa Maria Novella, Bologna Centrale…” yell

All'entrata in servizio di Rock e Pop mancano:
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La ferrovia che scompare

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