In questa puntata di Ferroviaggi vi portiamo in un paese vicinissimo all’Italia eppure molto poco conosciuto, l’Albania. Vediamo di essere subito chiari, si tratta di un paese piuttosto povero, sia da un punto di vista economico che di attrazioni turistiche, eppure non mancano gli spunti interessanti sui quali soffermarsi che permettono anche di stravolgere qualche pregiudizio.

Parlare di treni in Albania è già parlare di turismo, visto che la ferrovia in questa nazione è quasi una attrazione. Già perché, la rete ferroviaria albanese è probabilmente quella più disastrata dell’intera Europa e in alcune circostanze sembra che si regga per puro miracolo. Le linee ferroviarie rimaste attive sono pochissime e la mancanza di gasolio (non ci sono linee elettrificate) spesso impedisce un regolare svolgimento delle attività, col risultato che i treni viaggiano più o meno a caso.
Quando siamo andati noi erano attive ancora diverse relazioni, sia passeggeri che merci, poco dopo del tutto azzerate e poi riprese con enormi problematiche che rendono ancora oggi il treno un mezzo tanto affascinante, anacronistico e caratteristico quanto sostanzialmente inutilizzato.
La rete ferroviaria albanese è talmente ridotta in condizioni precarie che i convogli spesso viaggiano a velocità che non superano i 45 km/h ed in alcuni casi non è azzardato dire che camminino a passo d’uomo. Tanto il materiale motore quanto quello rimorchiato sono gentili “omaggi” di altre nazioni, Italia inclusa e ovviamente si tratta di avanzi che non troverebbero posto su nessuna altra ferrovia che osasse definirsi tale.

Come abbiamo detto, le velocità dei treni albanesi non sono proprio iperboliche, quindi è tutt’altro che impossibile vedere viaggiatori che si fanno il percorso affacciati alle porte prendendo il fresco mentre guardano il paesaggio. Ma se pensate che le stranezze siano finite qui vi sbagliate di grosso.
Per prima cosa i convogli non hanno l’erogazione né di corrente né di aria, per cui non solo non c’è alcuna luce accesa durante il viaggio ma si soffre abbondantemente il caldo in estate e il freddo in inverno dove peraltro le giornate corte spesso offrono insoliti viaggi totalmente al buio.
Come se questo non bastasse, uno dei giochi preferiti dei bambini albanesi è prendere a sassate i treni e quindi è all’ordine del giorno vedere carrozze coi finestrini sfondati girare tranquillamente in servizio regolare senza che nessuno si scandalizzi più di tanto.

Del resto le assurdità non finiscono qui. In Albania viste le condizioni del sistema ferroviario, non ci sono i segnali per cui i treni viaggiano quasi a spola con delle coincidenze da rispettare.
Le stazioni, spesso ridotte a dei ruderi, sono presenziate da ferrovieri che solitamente oltre a vendere i biglietti hanno banchetti in cui commerciano davvero qualsiasi cosa, dai semi di girasole alla frutta, il tutto ovviamente senza alcuna divisa o uniforme.

Inutile dire che tutto è lasciato meravigliosamente al caso, quindi lungo i binari non c’è niente di più facile che incontrare qualche asino attaccato ad un palo o pulcini che beccano indisturbati il terreno e che si spostano solo quando il treno è a pochi passi per poi tornare come niente fosse esattamente dove erano prima.

Solo i treni merci sono incredibilmente presi in considerazione, non tanto per il materiale rotabile che se possibile è anche più disastrato di quello passeggeri, quanto per il fatto che sono presidiati da poliziotti armati, probabilmente per impedire furti.

Come avrete capito, se si va in Albania è quasi obbligatorio fare un viaggio in treno, per calarsi in una realtà che ricorda molto la nostra degli anni del dopoguerra, quando ci si spostava su qualsiasi cosa fosse disponibile senza badare nella maniera più assoluta a rischi, comfort e amenità simili.

Andando oltre i treni ci teniamo subito di sfatare un mito. L’Albania, è una nazione esattamente come tutte le altre, con la medesima criminalità e con la medesima percentuale di persone gentilissime e disponibilissime e se avete idea di trovarvi in una specie di Bronx in salsa europea siete decisamente fuori strada. Abbiamo visitato Tirana, Durazzo, Elbasan e mille paesi nell’entroterra, incontrato persone più povere e persone meno povere ma non abbiamo avuto un problema che uno. Abbiamo, anzi, ricevuto tanta gentilezza e tanta disponibilità.

Tralasciando per la fine del racconto le cose più classiche da vedere in Albania, vi diciamo subito cosa ci ha colpito. Per prima cosa ovunque andrete troverete senza ombra di dubbio qualche bunker sulla vostra strada. Il dittatore comunista Enver Hoxha, che ha governato il paese dal 1944 al 1985, temendo che le potenze straniere lo avrebbero presto invaso ne fece costruire 750 mila in tutto il paese, uno ogni 4 cittadini.
Arrivando in Albania si possono vedere letteralmente ovunque: nei campi, sulle spiagge e nelle strade. Molti sono stati ristrutturati e riconvertiti, alcuni sono diventati dei locali, altri case in affitto molto stravaganti, altri ancora rifugi per animali.

La seconda cosa che ci ha colpito è invece la gran quantità di autolavaggi presenti. Probabilmente in Albania ci sono più autolavaggi che auto.
Se credete che intendiamo necessariamente qualcosa di simile agli impianti che abbiamo nelle nostre città siete lontani. In Albania per fare un autolavaggio basta un tubo, due paia di braccia e la mitica scritta Lavazh che alla fine anche voi finirete per amare.
Il motivo di questi autolavaggi è presto detto. In questa nazione la polvere è ovunque, per le strade, nelle città, dappertutto e le macchine si sporcano con enorme facilità. Va detto che molti di questi autolavaggi sono ovviamente illegali e consumano un bene prezioso per il paese come l’acqua anche perché spesso per richiamare l’attenzione dei clienti i tubi vengono lasciati liberamente aperti a spruzzare.

Oltre a questo un’altra cosa ci ha lasciato stupiti e ha azzerato l’ennesimo pregiudizio, la qualità del cibo. Abbiamo girato tanti posti nei nostri Ferroviaggi ma raramente abbiamo mangiato così bene come in Albania. La spiegazione è presto detta. Qui gli animali vivono ancora allo stato brado e si ha una coltivazione talmente semplice che non vengono usati pesticidi e quindi tutto, dalla carne alle verdure, ha un sapore che da noi è difficile ritrovare.

Per un complimento che facciamo non possiamo però esimerci da qualche critica. Non possiamo infatti dire che l’Albania sia la patria del buon gusto… Nelle città principali come Tirana e Durazzo regna il caos, il traffico è spesso folle e senza senso e i vessilli nazionali con l’aquila bicipite sono esposti ovunque, alle volte anche in maniera un po’ kitsch.

E del resto molto sobria non è nemmeno la polemica con la Macedonia su Madre Teresa che entrambi i paesi reclamano come loro cittadina.
Nata a Skopje, attuale Macedonia, era però di origini albanesi e quindi dopo la morte è rimasta contesa tra due stati che quando era in vita non sembravano altrettanto interessati alla sua figura. Ne è nata una ridda a suon di bassi e ridicoli colpi, come la decisione da parte dell’Albania di intitolarle l’Aeroporto di Tirana e della Macedonia un Mausoleo mentre tutti e due i paesi assieme al Kosovo ne hanno esaltato le gesta con un francobollo, ognuno cercando di tirarla in qualche modo per la giacchetta. Il tutto rendendo palese il fatto si tratti solo di gesti messi in atto per accaparrarsi agli occhi del mondo un Premio Nobel e una beata in Vaticano, per scopi politici, economici ma anche religiosi.

Come abbiamo detto a inizio viaggio, partire per l’Albania non è tanto fare una vacanza, quanto fare un viaggio, per vedere una realtà vicinissima a noi eppure molto distante. Del resto non si va certo per vedere gli enormi palazzoni di Tirana, né per i piccoli e spesso sconclusionati paesi che si alternano tra le grandi città, anche se saremmo ingenerosi a non parlare di alcuni monumenti o località che meritano una visita.

A Tirana c’è da vedere ovviamente piazza Scanderbeg, dedicata al patriota albanese che difese l'Albania e i suoi valori morali e religiosi cristiani dall'invasione turca. Su di essa si affaccia il meglio della città: la torre dell'Orologio, affiancata dalla moschea turca Ethem Bey, il Comune di Tirana, il teatro delle Marionette, la Banca nazionale dell'Albania, il palazzo della Cultura, la biblioteca nazionale, il teatro dell'Opera e del Balletto, l'hotel Tirana International, il Museo storico nazionale, la nuova cattedrale ortodossa e altri edifici pubblici.

Lasciando la Capitale, merita una visita Korçë. Definita un tempo “la Parigi di Albania”, è una cittadina dalla elevata vocazione culturale, se si pensa che qui ha aperto il 7 marzo 1887 la prima scuola albanese che ora è diventata un museo sull'educazione.
Importante crocevia commerciale, questa città deve la sua fama soprattutto allo storico bazar che fino a non tanto tempo fa ancora rifletteva la variegata composizione etnico-culturale della città, con la sua eredità Ottomana e la mescolanza di venditori Albanesi e Macedoni che convivevano con una larga fetta di popolazione di origine Rom.
Oggi di questo mercato resta poco. Il processo di modernizzazione del paese attualmente in corso, ha fatto sì che se prima tutte le attività fossero concesse, ora sia necessario che ci siano le licenze in regola per la vendita e questo ne ha provocato lo stato di semi-abbandono. Contestualmente, però, ha portato anche ad una ristrutturazione degli storici edifici della città che precedentemente, pur nel loro fascino, risultavano a dir poco fatiscenti.

Un altro mercato che ci ha affascinato è poi quello di Elbasan.
Se possibile lo abbiamo trovato ancora più polveroso di quello di Korçë, con l’aggravante che le varie bancarelle sorgono di fianco alla ferrovia con il treno che col suo lento incedere le lambisce passando a pochi centimetri dai chiassosi e disinteressati avventori. Ovviamente alzando tonnellate di terra.

Per finire merita una visita il lago di Prespa che si domina da delle meravigliose quanto desolate alture al confine con la Macedonia e che è inserito all’interno di una bellissima riserva naturale.
La sua particolarità consiste nell’essere diviso tra tre nazioni, Albania, ovviamente, Macedonia e Grecia. Ci si trova infatti in una zona dove i tre paesi si affiancano e dove con nemmeno troppa facilità si può passare da un confine all’altro. Esso peraltro è vicino ad un altro bellissimo specchio d'acqua, il lago di Ocrida, considerato uno dei più antichi della Terra.

Qui abbiamo avuto il nostro primo ed unico incontro con la corruzione in Albania che vale la pena raccontare.
Arrivati al confine con la Macedonia ci è stato intimato di portare la nostra auto in uno stanzone dove sarebbe stata controllata a fondo. Assieme ad essa le due guardie di confine hanno iniziato a controllare anche i bagagli, aprendoli e rovistandoli. Nonostante l’apprensione del momento tutto si è svolto in maniera molto tranquilla ma anche molto surreale visto che le pareti della stanza erano tappezzate di fotografie con i ritrovamenti fatti dai due militari. Droga, ovviamente, ma anche kalashnikov, mitra, bombe e persino un lanciamissili
Tutto questo ci ha fatto capire che non si doveva trattare di un confine molto tranquillo e che alla richiesta della guardia più giovane (in italiano peraltro!) di “regalargli” un giacchetto, era meglio non dissentire. Del resto l’indumento era chiaramente il sacrificio da affrontare in cambio di un passaggio di frontiera sereno, sacrificio che lo scrivente ha peraltro accettato volentieri alla luce del fatto che il giacchetto non fosse suo.
Curiosa è stata la fine della trattativa. Non sappiamo se corrisponde a verità ma stando a quanto sostenuto dal poliziotto, per salutarsi con rispetto, in Albania, ci si lascia con una stretta di mano e una sonora testata!

Come avrete potuto capire, l’Albania è senza dubbio una nazione sottovalutata che può essere considerata una meta molto interessante per un turismo alternativo. Si tratta, come evidenziato, di un paese ancora distante dai canoni a cui siamo abituati ma anche di una nazione che si sta muovendo in fretta per una profonda modernizzazione che nei prossimi anni ne stravolgerà senza dubbio l’essenza. Il suggerimento è quindi quello di recarsi in questo paese il prima possibile per ammirarlo ancora nella sua splendida originalità.

Naturalmente noi vi abbiamo dato solo alcuni input perché altre belle sono da vedere, come le Alpi Maledette al nord, il lago di Shkoder, e soprattutto a sud Butrinto, Gjirokastër e Berat... ma di questo parleremo in caso in un'altra puntata del nostro Ferroviaggi!!

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