Siamo ogni giorno sempre più abituati, giustamente, ad avere a che fare con treni nuovi in costruzione che ben presto andranno a solcare i nostri binari.

Si tratta di convogli di nuova concezione, veloci, aerodinamici, ma anche internamente curati, con spunti tecnologici o comunque moderni che fino a qualche anno fa era solo utopistico immaginare.

E del resto, ad essere onesti, nessuno oggi si sognerebbe di presentare al pubblico un rotabile senza le prese elettriche al posto, senza l'aria condizionata, senza le ritirate chimiche, il Wi-Fi o persino le prese USB per la ricarica dei dispositivi.

Eppure il viaggio sulla ALn 668.1401 effettuato in occasione dei 120 anni della Transiberiana d'Italia, è stato l'occasione per rivivere una ferrovia ormai definitivamente scomparsa, una ferrovia in cui mancavano molte delle comodità moderne ma che per certi aspetti aveva il suo fascino, la sua eleganza e quel sapore di antico che ogni tanto è piacevole riscoprire.

Il rischio che si corre, infatti, è a nostro giudizio anche quello di abituarsi facilmente alle novità e alle modernità e darle quasi per scontate, dimenticando come erano soliti viaggiare in tempi nemmeno troppo remoti i nostri nonni o i nostri genitori.

E così, abbiamo dato spazio ai ricordi, immortalando gli interni spartani ma per nulla scomodi, con la prima classe che si differenziava dalla seconda quasi esclusivamente per il colore dei sedili e per il vellutino delle sedute, senza la pomposità dei livelli Business, Executive, Smart e così via.

 

Il tutto senza dimenticare i romantici dipinti sopra i sedili o le bagagliere che una volta erano davvero capienti per trasportare le valigie. 
Non poteva poi mancare la visita alla toilette che forse è quella che più di tutti mostra i segni del tempo, con l'essenziale water e l'ancora più essenziale cestino per i rifiuti, con il microscopico lavabo e il rubinetto con due sole possibilità, acqua calda o fredda, nulla di più.

 

Un tuffo nel passato che lascia senza fiato che però, scansando l'ipocrisia, è stato verosimilmente reso ancora più affascinante dalla consapevolezza che il giorno dopo, per andare a lavoro, ci saremmo accomodati su un moderno convoglio di ultima generazione.

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