Con la nostra rubrica Ferroviaggi vi portiamo oggi in un posto davvero molto particolare e non troppo lontano dall’Italia, Füssen.

Situata al confine tra Austria e Germania, questa splendida cittadina è capolinea di testa di una diramazione della Ferrovia dell’Algovia che da Monaco di Baviera giunge a Lindau. La tratta ferroviaria a singolo binario non elettrificato si stacca nella stazione di Biessenhofen e dopo aver superato l’importante centro di Marktoberdorf, prosegue la sua corsa verso sud tra meravigliose colline e paesaggi mozzafiato.

Lunga poco più di 37 chilometri, la linea vede il susseguirsi delle stazioni di Leuterschach, Lengenwang, Seeg e Weizern-Hopferau che anticipa il capolinea posto appunto a Füssen.

Questa simpatica linea è nota tra gli appassionati di treni perché al momento in cui scriviamo è ancora percorsa dalle meravigliose BR 218, locomotive degli anni ’70 che sono tuttavia in via di sostituzione con le BR 245, di recente costruzione Bombardier. Entrambe sono in composizione con carrozze a doppio piano ovviamente con materiali reversibili.

Lungo la tratta si possono trovare anche i Desiro del gruppo 642 che sebbene risultino meno interessanti sono pur sempre delle automotrici dei primi anni 2000.

La stazione di Füssen è di testa e composta da 3 soli binari dei quali solo 2 serviti da marciapiede e certamente non ha nulla che oggi la renda particolarmente caratteristica. La stessa cosa, tuttavia, non si può dire del paese che serve che è letteralmente una piccola perla tra i monti.

Cittadina più alta di tutta la Baviera, con 808 metri sul livello del mare, è l'ultima tappa della Romantische Strasse, la Strada Romantica che parte dal Meno e in 366 km attraversa la Franconia occidentale fino alla Svevia, passando in Alta Baviera ed arrivando appunto presso le Alpi tedesche.

Il centro storico della cittadina è composto da un dedalo di vie che si staccano dalla Reichenstraße. Al suo interno si alternano negozi tipici a palazzi con le facciate molto rifinite che lasciano spesso spazio a piccoli anfratti molto caratteristici che di notte mostrano tutto il loro aspetto migliore.

La cittadina è dominata poi da due castelli, quello di Hohenschwangau e quello di Neuschwanstein. Il castello di Hohenshwangau, letteralmente castello di "Contea del Cigno alta”, era una fortezza medievale, già nominata nel XII secolo che con il passare degli anni cambiò più volte proprietario fino all'abbandono ed alla rovina.
Nel 1829 Massimiliano II, padre di Ludovico II lo riscoprì, ne acquistò la proprietà e lo fece restaurare. Grazie a lui, il maniero fu trasformato in un palazzo divenendo un luogo oggi molto frequentato da turisti.

Per quanto bellissimo, questo castello ha però una grande “sfortuna”, quella di essere situato nei pressi di quello di Neuschwanstein, letteralmente “Nuova pietra del Cigno”. Commissionato dal re Ludovico II di Baviera come ritiro personale ed omaggio al genio del musicista Richard Wagner da lui particolarmente amato, Ludovico pagò per la costruzione del palazzo coi propri fondi senza accedere al tesoro di Stato.
Il re amava rimanere isolato dal mondo e questo luogo era divenuto per lui un rifugio personale, ma dopo la sua morte nel 1886 esso fu aperto subito al pubblico, desideroso di visitare quello che veniva decantato come un progetto fantasioso.

A ragione, deve essere annoverato fra i castelli e le fortezze più visitati in Europa con la bellezza di circa 1,4 milioni di visitatori all'anno, di cui 6.000 al giorno solo in estate. È aperto al pubblico dal 1886 e da allora è stato visitato da 60 milioni di persone ed è stato proposto per le sette meraviglie del mondo moderno.

Nel 2013 ne è stato completato il restauro dopo 13 anni dall'inizio dei lavori e deve parte della sua fama anche alla Disney, che lo prese a modello per alcuni tra i suoi più celebri film d'animazione, tra cui Cenerentola e La bella addormentata nel bosco.

Bellissimo tanto in estate quanto in inverno, il castello è raggiungibile solo con i mezzi pubblici o a piedi dopo una camminata in salita di circa mezz’ora. L’ingresso è contingentato e a pagamento e spesso sono necessarie ore di fila per acquistare i biglietti. Senza di essi si può accedere solo fino all’entrata anche se già da lì si può godere di un paesaggio meraviglioso che annovera tra l’altro anche il Forggensee, un lago artificiale costruito per evitare le inondazioni da parte del fiume Lech.

Come abbiamo visto, una gita a Füssen permette di unire le foto ai treni alle visite a meravigliose opere dell’ingegno umano e della natura ma se questo non vi bastasse vi diamo un altro motivo per raggiungere queste affascinanti località.

Tra Füssen e la vicina Pfronten fu girata una buona parte del mitico film "La grande fuga" con Steve McQueen e con un po’ di fortuna si possono quindi ripercorrere le vie della celebre scena in motocicletta.

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