La rete ferroviaria del nostro paese è lunga circa 17 mila chilometri. Il rapporto tra il numero delle linee e la rete autostradale è più alto che in Spagna e leggermente più basso che in Francia, quindi tenendo conto della conformazione orografica italiana possiamo dire di non avere poche linee ferroviarie. Nonostante ciò gli italiani viaggiano in treno molto meno rispetto a tedeschi, francesi e britannici.

Nel 2014, ultimo anno di cui si hanno statistiche per tutta l’Unione Europea, il numero di chilometri percorsi in media in treno da un cittadino britannico era 1.005, per un cittadino tedesco 1.126, per un cittadino francese 1.359, mentre per uno italiano erano solo 804. Anche in Austria, Svezia e Danimarca si viaggia di più in treno rispetto all’Italia mentre in tutti gli altri paesi europei i treni sono usati meno in media.

In Italia si ha l'abitudine di viaggiare molto di più in automobile e in pullman che in treno rispetto a Francia, Germania e Polonia, dove però si viaggia meno in generale. Le ragioni di questo comportamento sono infrastrutturali ma anche culturali, visto che in Italia per molti anni lo Stato ha puntato sulla costruzione e l’ammodernamento di strade e autostrade invece che sulle ferrovie e ha incentivato l’acquisto di nuove automobili con politiche pressoché continue come i contributi per la rottamazione delle auto più vecchie.

Negli ultimi anni si tende a viaggiare di più in treno in Italia, soprattutto grazie ai treni ad alta velocità. I servizi disponibili sugli altri tipi di tratte risultano invece diminuiti, secondo il rapporto Pendolaria di Legambiente: in 15 regioni è diminuito il numero di treni Intercity e regionali in servizio. Situando le cose in un contesto più ampio, considerando la frequenza dei treni secondo le tabelle orarie del gennaio 2016, lo Study on the prices and quality of rail passenger services dice che l’Italia ha il primato europeo per la frequenza di treni disponibili ogni giorno, sia sulle tratte ad alta velocità che su quelle per treni a lunga percorrenza.

Il modo in cui è fatto lo studio però non permette di capire se tali frequenze siano comuni tra tutte le stazioni; è infatti certamente vero che oggi le città di Roma e Milano sono molto ben collegate e i treni dall’una all’altra sono molto frequenti, ma non si può dire lo stesso per tutti i capoluoghi di regione, specialmente nel sud Italia. Lo stesso studio dice anche che per quanto riguarda i treni regionali la frequenza è molto più bassa in Italia rispetto alla maggior parte dei paesi dell’Unione Europea: sono in media meno di 20 al giorno tra due stazioni, mentre in Svezia, dove sono più frequenti, possono essere più di 80. In Germania più di 40.

All'entrata in servizio di Rock e Pop mancano:
Giorni
Ore
Minuti
Secondi

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Dal nostro YouTube

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia