In questi giorni si sta discutendo molto riguardo alla vetustà del materiale di Trenord con sindacati e pendolari che puntano il dito verso i treni, considerati troppo vecchi e fatiscenti.

Alla luce di questo abbiamo fatto qualche verifica rispetto alla quale non esprimiamo un giudizio ma ci limitiamo ad esporre dei semplici fatti.

Per quanto riguarda la trazione elettrica i rotabili del parco Trenord sono tutti successivi al 2000, con poche eccezioni. In particolar modo ad essere antecedenti a questa data sono le ALe 582 costruite nel 1987 e dai nostri dati presenti ancora in una quarantina di esemplari e i vari TAF che però sono stati realizzati a partire del 1998, con le ultime unità consegnate quindi a ridosso del nuovo secolo. Il resto del materiale, invece, è di nuova o nuovissima concezione, con gli ultimi treni che sono stati costruiti e messi in servizio in tempi davvero recentissimi.

Elementi datati elettrici non sono senza dubbio le E.464, locomotive onnipresenti in Italia che ormai svolgono egregiamente il loro lavoro, quanto semmai le carrozze da esse trainate. In questo campo abbiamo quasi tutte vetture di vecchia concezione tra Piano Ribassato, Doppio Piano Casaralta e Medie Distanze, che però, va detto, hanno ricevuto in molti casi dei revamping interni che le hanno portate a standard più elevati rispetto alle origini. Del resto queste carrozze sono ancora in uso in gran parte della nostra penisola e solo le Casaralta le si sta lentamente rimpiazzando in Lombardia come altrove con le Vivalto di nuovissima costruzione.

Discorso leggermente diverso è quello che riguarda i treni Diesel. In questo caso la maggior parte della flotta è composta da rotabili ante 2000 e si tratta principalmente di ALn 668 costruite tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Anche qui si sta procedendo con un miglioramento, per quanto lento, con l’arrivo degli ATR 115 e 125 che però risultano ancora in piccola dotazione.

Come si può evincere dai dati appena citati, siamo in presenza di luci ed ombre. Quello che va detto è che investimenti sul materiale rotabile se ne stanno facendo e anche tanti ma che per uno svecchiamento totale c’è inevitabilmente bisogno di molto tempo.

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