Fino ai primi anni 2000 la classificazione dei rotabili nelle ferrovie italiane era piuttosto semplice e si basava su dei concetti chiari. Le locomotive elettriche erano contraddistinte da una “E” iniziale seguita da un punto, quindi dal Gruppo, ancora un punto e il numero di serie. Stessa cosa per le Diesel mentre la sigla ETR, Elettro Treno Rapido, veniva usata per i convogli di rango a composizione bloccata. Un discorso simile veniva fatto per le Automotrici Leggere elettriche (ALe) e per quelle Diesel (ALn), che si distinguevano dagli ETR per essere solitamente intestatarie di servizi meno prestigiosi.

Naturalmente non mancavano le eccezioni (si pensi alle locomotive da manovra che non avevano la “D” davanti… tranne alcune!) ma erano poche e circoscritte. A partire dagli anni 2000… il delirio.

Con l’arrivo delle nuove macchine moderne sono iniziati i primi problemi. In alcuni casi la “E” iniziale veniva mantenuta ma non mancavano quelli in cui la stessa veniva tolta (483/E 483, 474/E 474, ecc…). Il punto tra le numerazioni è spesso diventato un trattino (E 474-201) e in alcuni casi è stato del tutto abolito creando ancora più confusione. Stessa cosa per le macchine Diesel dove con disinvoltura si è passati dalla singola lettera “D” alla “DE” delle 520 tanto per fare un esempio.

Come se tutto questo non bastasse ha iniziato a rendersi meno chiaro anche il confine tra Elettrotreno ed Elettromotrice, anche se va detto che questa era una distinzione tutta italiana visto che all’estero dette tipologie di rotabili sono sempre state raccolte nell’acronimo EMU, Electric Multiple Unit (DMU per le Diesel). Ed ecco così che Trenitalia stessa ha immatricolato mezzi come i Minuetto come automotrici (ALe 501/ALe 502) ma ha inserito i loro eredi, i Jazz, tra gli Elettrotreni (ETR 324/ETR 425). Stessa cosa è accaduta ad esempio per i convogli friulani (ETR 563) ma anche per quelli sardi (ATR 365) o per gli Swing (ATR 220) che forse sarebbe stato meglio includere tra le automotrici.

In mezzo a questa che è già una situazione con contorni poco chiari è arrivata anche NTV con i suoi convogli alta velocità. Proprio quest’ultima caratteristica ha spinto media ed appassionati a includere inizialmente i 575 nella categoria degli ETR, anche per attribuire loro un certo prestigio. Apriti cielo! La sigla ETR 575 non è da considerarsi corretta visto che ETR è un acronimo tipico delle Ferrovie dello Stato. Ed ecco che così si è passati ad AGV 575 (Automotrice à Grande Vitesse) con ulteriore confusione creata anche dagli addetti ai lavori che per diverso tempo, per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, li hanno anche inclusi in una fantomatica categoria ETR AGV 575!

Il problema si è poi riproposto proprio in questi giorni con la consegna del nuovo Pendolino EVO 675 (che peraltro non pendola!). ETR, come detto, è un acronimo tipico delle FS, quindi usarlo sarebbe forse non corretto per un treno della concorrenza. Però è anche vero che tecnicamente i 675 non sono AGV, quindi sarebbe anche questa una forzatura sebbene con questa sigla si sia finiti per indicare tra appassionati i convogli di NTV indipendentemente dalle loro caratteristiche tecniche… Insomma una gran confusione che è ben visibile anche nelle ricerche sul web dove viene restituito tutto e il contrario di tutto con buona pace della nomencalatura. Forse al momento, in attesa di risposte ufficiali, vale la pena chiamare i nuovi arrivati in casa NTV solo “Pendolino EVO”, sperando che prima o poi si trovi una dizione che non scontenti nessuno.

Il tutto in attesa che una soluzione si trovi anche per le nuove locomotive appartenenti al gruppo delle Vectron Siemens di Mercitalia Rail che contro ogni passata classificazione viaggiano attualmente come X4E-xxx.

Le loro omologhe di altre compagnie italiane sono incluse nei Gruppi 191 e 193!

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