Contemporaneamente allo sviluppo degli ETR 480 la Fiat Ferroviaria di Savigliano verso la fine degli anni novanta sviluppò e realizzò un progetto di treno a due elementi a pendolamento attivo in grado di raggiungere i 160 km/h su linee ferroviarie non elettrificate. Lo scopo della proposta era quello di promuovere una serie di ordinazioni da parte delle Ferrovie dello Stato con particolare orientamento verso l'impiego su alcune linee trasversali appenniniche, sulla Ferrovia Jonica e sulla Dorsale sarda che, dopo l'annullamento del programma di elettrificazione in corrente alternata monofase e il conseguente accantonamento dei mai impiegati locomotori E.491/E.492 era rimasta priva di un programma di ammodernamento e velocizzazione.

Il nuovo autotreno, denominato secondo la classificazione FS ATR 410, avrebbe dovuto svolgere proprio in Sardegna, nel mese di luglio del 1997, un ciclo di prove ma uscì dalle officine di Savigliano il 21 ottobre dello stesso anno muovendo in Piemonte i suoi primi passi. Venne immatricolato, dalle FS, come rotabile privato 95.83.9.410.991-992 in attesa di future decisioni o ordinazioni.

L'ATR 410 era costituito da due unità di trazione la cui cassa era molto simile a quella delle unità di testa dell'ETR 480 da cui derivava strettamente. Su ogni unità erano presenti due motori Diesel IVECO-AIFO 8217 SRI 10.00 sovralimentati con interrefrigerazione. Questi azionavano altrettanti alternatori trifase; la corrente veniva fornita ai motori di trazione sincroni a magneti permanenti mediante 4 converter di trazione a IGBT mentre il sistema di conversione era raffreddato a liquido. I motori elettrici erano uno per asse e raggiungevano la potenza complessiva al cerchione di 760 kW. La frenatura era del tipo elettrico a dissipazione reostatica e pneumatica ad aria compressa. La massa complessiva del rotabile in assetto di servizio era di 101 t e la velocità massima raggiungibile di 160 km/h.

Esteticamente si presentava con una cromia interamente bianca con una elegante fascia rossa sulla fiancata con due diagonali più grandi all'altezza del terzo finestrino.

Una serie di servizi svolti sulla rete ferroviaria italiana, mise in evidenza seri problemi di raffreddamento dei motori elettrici di nuova concezione a magneti permanenti. La serie di vicende connesse alla vendita di Fiat Ferroviaria alla Alstom e lo scarso interesse dimostrato dalle nuove ferrovie riguardo ai servizi regionali, (come quello della rete ferroviaria della Sardegna), portarono all'abbandono del progetto, che avrebbe richiesto una riprogettazione della trasmissione, malgrado un investimento di circa 10 milioni di euro.

L'ATR 410 venne quindi accantonato e oggi è nel parco rotabili del Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano (CN). Curiosamente, dopo molti anni, il progetto ha in qualche modo visto una applicazione analoga con gli ATR 365/465 della CAF che oggi corrono in Sardegna.

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