I passaggi a livello rappresentano da sempre uno dei punti deboli del sistema ferroviario. Costruiti per permettere alle auto di attraversare i binari, sono da sempre fonte di numerosi problemi, sia perché talvolta non funzionano correttamente (qualche volta anche con rischi per chi li attraversa) sia, soprattutto perché la mancanza cronica di educazione civica di molti degli utilizzatori li rendono inevitabilmente pericolosi.

Glu ultimi dati di cui è possibile disporre relativamente ai passaggi a livello sono del 2015 e sono forniti direttamente da RFI.

Sulla rete fondamentale, oltre 16.700 km di linee, ad inizio 2015 erano attivi 4.813 passaggi a livello (oltre 3.250 in meno rispetto al 2000), di cui 1.033 gestiti da privati. Nell'ambito dello specifico Programma di RFI dedicato alla soppressione dei passaggi a livello, nel 2015 sono stati soppressi 111 PL, per un investimento complessivo di oltre 60 milioni di euro. Sempre nel 2015 sono stati soppressi ulteriori 11 PL sia nel contesto di potenziamenti/modernizzazioni infrastrutturale che di interventi condotti da RFI a livello territoriale in accordo con gli enti locali.

La sostituzione dei passaggi a livello con opere alternative (cavalcaferrovia e sottopassi) è una scelta concordata con gli enti territoriali interessati, in primo luogo le Amministrazioni comunali e provinciali. Nel corso degli ultimi anni RFI ha sottoscritto numerosi accordi e convenzioni con gli Enti locali titolari dei diritti di attraversamento per il contributo, anche finanziario, nella realizzazione delle opere. La scelta dell'opera sostitutiva da realizzare è subordinata alle condizioni orografiche e idrogeologiche del territorio, alle urbanizzazioni e ai vincoli archeologici o paesaggistici; inoltre deve tenere conto di particolari esigenze delle Amministrazioni locali quali, ad esempio, le eventuali previsioni di attuazione di nuovi piani urbanistici. Una volta individuata la tipologia e la localizzazione dell'opera sostitutiva, realizzato il progetto definitivo, inizia un lungo percorso che vede coinvolti numerosi attori (Comuni, Province, Regioni, Soprintendenze Archeologiche e Ambientali, Vigili del Fuoco, Ministero della Difesa, Anas, Autorità di Bacino, Consorzi Fiumi e Fossi, Enti Parco, Gestori di servizi a rete, ecc) per l'approvazione nelle Conferenze di Servizi, che dal 2000 sono convocate direttamente da RFI.

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