Tra i treni che hanno fatto la storia delle Ferrovie dello Stato c'è, ovviamente, il Settebello.

Progettato per servizi di prestigio e costruito in soli tre esemplari fra il 1952 e il 1959, nella seconda metà degli anni ottanta fu sostituito da rotabili più moderni e funzionali.

Per gli ETR 301 e 303 fu previsto scriteriatamente l'accantonamento e poi, con pochissima lungimiranza, la demolizione mentre, fortunatamente, l'ETR 302 venne preservato e destinato ai treni charter.

Questo nuovo utilizzo comportò tuttavia modifiche radicali effettuate dall’Officina Grandi Riparazioni di Bologna che lo restituirono al servizio nel 1991. Questa trasformazione, tuttavia, era stata pensata in vista di normali servizi Intercity a due classi, eliminando quindi le caratteristiche che rendevano antieconomico l'impiego degli ETR 300, prima fra tutte il numero ridotto di posti offerti dovuto al fatto che ben tre carrozze su sette erano destinate ai servizi (bagagliaio, cucina, ristorante).

Per prima cosa furono eliminati gli accoglienti salottini a 10 posti, curati in ogni particolare e arredati da noti artisti dell'epoca. Sei carrozze, trasformate a salone unico, vennero destinate ai viaggiatori, mentre la settima rimase dedicata ai servizi, principalmente di ristorazione.

Questa soluzione consentì di aumentare i posti a sedere dagli originari 190 di prima classe (più 60 posti nella carrozza ristorante e 22 nei belvedere) a 338 posti, dei quali 114 in prima classe (distribuiti in due carrozze e mezza) e 224 di seconda classe (distribuiti in tre carrozze e mezza).

Ciascun belvedere fu allestito con 9 posti a sedere, però con poltroncine fisse dal dubbio gusto e che poco avevano a che fare con quelle originali. Esse furono rifatte sul modello dei più recenti treni Intercity: quelle di prima classe grigie con innesti rossi disposte in file contrapposte di due più una, con tavolo centrale estraibile; quelle di seconda classe blu in file di due più due orientate, per ciascun salone, una metà in un senso e l'altra metà nel senso opposto, con piani d'appoggio ribaltabili collocati negli schienali.

La sistemazione dei posti, principalmente quelli della classe inferiore e sopratutto nella carrozza mista, nonché il restyling complessivo, apparvero subito non all'altezza della storia e della qualità del servizio cui il treno era stato destinato.

Dell'originale Settebello era rimasto, insomma, solo l'esterno, non sufficiente per i palati più fini cui esso era ora destinato. Le cronache di allora, raccontano anche un aneddoto secondo cui un'agenzia statunitense alla quale era stato proposto il Settebello ne escluse l'utilizzazione, ritenendolo non abbastanza lussuoso per la propria clientela, abituata a moquette e altre raffinatezze che abitualmente era solita trovare non solo sullo sfarzoso Orient Express rievocativo ma anche sui treni transcontinentali in servizio regolare negli Stati Uniti.

Il resto, è storia recente. L'ETR 302 dopo alcuni anni di servizio turistico è stato accantonato e solo di recente è stata presa in considerazione la sua rinascita così come era stato concepito all'epoca della costruzione. Un ritorno alle origini (o quasi) che dovrebbe perfezionarsi nei prossimi anni e che dovrebbe restituire alle ferrovie italiane e del mondo un rotabile che probabilmente non ha eguali.

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