Il 18 marzo 2002, Italia e Slovenia si sono ferroviariamente avvicinate grazie ad un trasferimento che ha interessato in qualche modo entrambe le nazioni.

In quel giorno, infatti, la 361 106 delle Ferrovie Jugoslave JŽ è stata trasferita da Lubiana Siska a Ilirska Bistrica per essere esposta davanti alla locale stazione ferroviaria. Incaricate del trasferimento sono state due macchine delle ferrovie slovene, la 363 005 e la 664 117.

La 361 006 è una locomotiva a noi ben nota. Essa nasce infatti come E.626.077 ovviamente per le Ferrovie dello Stato. Costruita dalla SNOS – Società Nazionale Officine di Savigliano al prezzo di 1.130.000 Lire dell’epoca e formalmente consegnata alle FS nel 1931, questa macchina rimase assieme ad altre 17 in territorio jugoslavo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, venendo trattenuta come preda bellica.

Le Ferrovie Jugoslave Jugoslovenske državne železnice (JDŽ) la immatricolarono dapprima come E.626.077, poi dal 1954 come E.61-014 (nel mentre le JDŽ diventavano ) e infine, dal 1964, come 361 106. La numerazione con il 100 iniziale vene affidata a questa come ad altre 6 unità gemelle, per identificare le locomotive aventi rapporto passeggeri e dotate di REC.

Le differenze estetiche adottate furono minime, la più evidente delle quali l’adozione di una livrea grigia tendente al verde per le casse. Curiosamente, nei primi anni la manutenzione venne curata dalle Officine FS o dall’industria privata italiana mentre le piccole riparazioni venivano eseguite dal DL di Trieste dove la E.61-014, così come le unità dello stesso Gruppo, giungeva regolarmente. In un secondo momento se ne occuparono ovviamente i depositi jugoslavi di appartenenza con la revisione generale esclusivamente effettuata a Lubiana.

Al Gruppo E.61 appartiene un primato in qualche modo significativo, visto che prima della loro acquisizione, le Ferrovie Jugoslave non avevano alcun gruppo di locomotive elettriche.

Il servizio della 361 106 ha avuto fine nel 1978 allorquando venne accantonata per fornire pezzi di ricambio per le altre unità rimaste in servizio fino al 1983. Successivamente è stata trasferita al coperto in un capannone a Lubiana Siska dove sono iniziati i lavori di restauro estetico. Essi sono stati pagati dal comune di Ilirska Bistrica e da altri sponsor e da sottolineare è l’impegno del Museo di Trieste Campo Marzio che ha fornito alcuni pezzi mancanti.

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