Il 29 maggio 1988, con l'attivazione dell'orario ferroviario estivo, entrano ufficialmente in servizio sulla rete ferroviaria italiana gli ETR 450.

Sulla loro storia e sui loro record molto si è detto e altrettanto si è scritto ma in questo articolo vogliamo ricordare il loro viaggio di presentazione alla stampa, svoltosi alcuni giorni prima dell’entrata in servizio regolare.

Le cronache del tempo parlano di un viaggio meraviglioso, su un treno che sembra un aereo, anche se non mancheranno, come vedremo, commenti meno entusiasti.

Ecco come lo raccontano i giornali di allora.

 

“Il viaggio inaugurale è servito a presentare il Pendolino, elegantissimo nella sua divisa bianco rossa firmata da Giugiaro design, ma anche il servizio nel suo complesso. Un viaggio speciale che è stato il più possibile simile a un viaggio normale.

La mattina, poco dopo la partenza dal binario uno di Roma Termini, avvenuta alle 7 e 55, è stata servita la colazione. Le poltrone, che sono a correre e rivolte nel senso di marcia, usufruiscono di un piano ribaltabile collocato sullo schienale della poltrona che sta davanti. Le hostess arrivano con uno speciale carrello portavivande realizzato proprio per questo treno e servono il vassoio standard della colazione.
Una colazione molto abbondante: burro, miele, marmellata, pane integrale, cornetti, ananas, panini all’olio, fette biscottate, cioccolatini e poi caffè, latte, succhi di frutta, ecc. E poi vengono offerti ai passeggeri i quotidiani scelti tra le maggiori testate nazionali, con particolare attenzione per quelli economici, visto il genere di pubblico che presumibilmente frequenterà il treno.

Servizi non più accessori, ma già compresi nel prezzo del biglietto di andata: Lire 96.900. Il biglietto per il percorso serale, che comprende la cena, è, invece, di Lire 106.900.

La disposizione dei sedili, la sagoma della fusoliera della carrozza e i servizi di bordo completano l’effetto aereo.

Il viaggio è scandito dalla progressione di velocità. A bordo, gli sguardi dei passeggeri sono attratti dal panorama sempre più simile a una striscia continua dove i colori si confondono, le forme sfumano, si integrano, si amalgamano.
Dal finestrino dell’ETR 450 si vede l’Italia mentre si accorcia.

I 259 km/h raggiunti sulla Direttissima, mentre tutti i passeggeri stavano con gli occhi puntati sul tachimetro elettronico collocato per l’occasione in ogni carrozza, non si percepiscono direttamente perché il comfort del treno è assoluto.
Paradossalmente, il momento in cui si è percepita meglio la prestazione data dal treno è stato quando l’ETR 450 ha finito la sua corsa. Quando si è fermato a Milano Centrale, alle ore 11.58 confermando che le nozioni di nord e centro Italia, stanno sempre più perdendo colore.

Roma-Milano in 4 ore e 3 minuti, un buon risultato, ma con cinque minuti di ritardo sul programma. Pochi, pochissimi, d’accordo, ma sono bastati ad alcuni giornali per costruirci su qualche titolo di troppo.
L’unica attenuante per i giornalisti invitati al viaggio è che hanno dovuto dettare i loro pezzi durante la sosta a Milano. Perdendosi, cosi, il vero scoop. Nel viaggio di ritorno (partenza da Milano alle 17.35), non solo il Pendolino ha sfondato la barriera delle 4 ore, ma è arrivato a Roma Termini alle 21.29, coprendo il percorso in 3 ore e 54 minuti: 4 minuti prima del previsto. La sfida con l’aereo è tutt’altro che persa.

Grazie a questo treno, infatti, sarà possibile d’ora in poi andare e tomare da Milano o da Roma in una sola giornata. L’orario è concepito proprio con questo criterio. Partenza da Roma alle 7.00, arrivo a Milano alle 10.58; ritorno da Milano: 19.00 con arrivo a Roma alle 22.58. Da Milano la partenza mattutina è per le 6.55 e l’arrivo a Roma per le 10.53. Il percorso inverso: Roma 19.00 – Milano 22.58”.

Ma al di là del racconto fatto da fonti interne alla Ferrovie dello Stato, come hanno vissuto questa esperienza le testate nazionali invitate alla presentazione del nuovo treno?

Il Corriere della Sera titola “Trionfa il supertreno”, mentre per La Stampa “Il Pendolino va a velocità da Formula Uno”. Il Messaggero, dal canto su riporta che “L’ETR 450’ è un aereo su rotaia” mentre per L’Unità “Il Pendolino è un superflash”. E se per Il Popolo “Con l’ETR 450 la ferrovia si prepara al duemila”, la nota stonata viene in quella occasione da La Repubblica per la quale “Il supertreno non infrange il muro delle 4 ore e perde la grande sfida con l’aereo”.

In quella occasione il commento del giornale romano risulterà ulteriormente caustico  e non saranno apprezzate le voci provenienti dall’altoparlante classificate come “caserecce” e l’invito a sedersi al proprio posto “ripetuto due volte” che ricorderebbe “le mense aziendali” e ovviamente non può mancare la prima polemica sull’Alta Velocità con la constatazione che il Pendolino “è uno schiaffo ai pendolari e a chi prende i treni a lunga distanza”.

Per fortuna le cose, come tutti sappiamo, sono andate diversamente. Il progetto dell’ETR 450 è stato senza dubbio riuscito e non a torto si può parlare di questo treno come del primo che ha realmente unità l’Italia abbattendo distanze che prima di allora sembravano incolmabili.

Oggi di quei meravigliosi elettrotreni non rimane quasi più nulla, se non il ricordo di un servizio che per la prima volta abbatté il muro delle 4 ore per collegare le due città più importanti d’Italia.

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