Ci sono anni che hanno segnato le ferrovie in maniera molto più netta di altri e uno di questi è senza dubbio il 1999.

Gli ultimi 365 giorni del millennio hanno visto arrivare sui nostri binari molti nuovi mezzi come le E.464, le E.404.500 o le carrozze UIC-Z Pilota di prima fornitura ma anche il definitivo crepuscolo di locomotori ed elettrotreni che hanno fatto la Storia delle Ferrovie dello Stato, quella con la "S" maiuscola.

Che la fine per molti di questi mezzi fosse imminente era abbastanza prevedibile. Tutti quelli che stiamo per elencare erano accantonati ormai da anni, abbandonati alle ingiurie del tempo e degli agenti atmosferici ma proprio per questo sembrava che il loro momento non dovesse arrivare mai.

E invece il loro prestigio e la loro unicità non sono bastati ad allontanarli dalla fiamma ossidrica, non con qualche rimpianto, col senno di poi.

La macabra danza è stata iniziata dall’ETR 236 che è stato demolito nel mese di marzo. Nei 30 giorni successivi è toccato poi ad un altro elettrotreno storico essere smantellato, con la demolizione che ha riguardato l’ETR 254.

Curiosamente, dopo questo inizio, le operazioni si sono arrestate per diversi mesi, ma proprio quando sembrava di essere di fronte all’ennesimo lungo rinvio è iniziato il terribile bimestre che ha spazzato via una larga parte dei rotabili più affascinanti del nostro passato.

A ottobre, infatti, è stato distrutto l’ETR 241 mentre a novembre è stata la volta di due E.444 prototipo, la E.444.002 e la E.444.003.

Il vero crepuscolo degli Dei si è avuto tuttavia a dicembre del 1999 quando sono stati demoliti un Arlecchino e ben quattro Polifemo. Per pochi giorni, infatti, non hanno visto il nuovo millennio l’ETR 251, l’ETR 231, l’ETR 235, l’ETR 243 e l’ETR 244.

Nel giro di pochi mesi, quindi, sono stati demoliti ben otto elettrotreni storici e due prototipi della prima locomotiva veloce delle Ferrovie dello Stato.

Ad onore del vero, se il 1999 rimarrà negli annali come anno annus horribilis, una menzione lo meritano anche il 1998 ed il 2000.

Nel 1998, infatti, avevano già trovato la via della fiamma ossidrica l’ETR 230 ad agosto e ben due Settebello, l’ETR 303 a ottobre e l’ETR 301 a novembre.

Nel 2000, invece, cederanno il passo altri tre Polifemo, l’ETR 222 a settembre, l’ETR 234 a ottobre e l’ETR 228 a dicembre.

Tirando le somme, in poco più di due anni vengono definitivamente spazzati via dalla storia ferroviaria due Tartaruga prototipo, due Settebello, due Arlecchino e dieci Polifemo. Una vera e triste mattanza.

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