Nel 1997 le Ferrovie dello Stato sono in un periodo di transizione tra la ferrovia classica di una volta, spartana e in qualche modo ancora antica e quella moderna che conosciamo oggi.

Questa situazione è resa evidente ovviamente dai mezzi di trazione e dagli elettrotreni, decisamente poco omogenei tra loro, ma anche dal parco delle carrozze che mai come in quegli anni era ancora decisamente vario.

Non è facile fare una fotografia netta, poiché alcune situazioni erano in via di definizione, tuttavia in quell'anno, le FS potevano contare su circa 12.000 vetture assegnate a 15 uffici territoriali sparsi ovviamente lungo tutta la Penisola.

Il primo dato che risalta è la presenza ancora massiccia di quelle che vengono denominate Carrozze tradizionali, ossia tutta quella tipologia di vetture non standard ed appartenenti alle serie più obsolete. Sono ben 652 unità, distribuite praticamente in maniera equa in tutta Italia. Nell'archivio della società figurano inoltre ancora a vario titolo 19 UIC-Y ma soprattutto più di 3.400 UIC-X che fanno la parte del leone tanto in versione climatizzata quanto non climatizzata.

Il resto del nerbo del traffico passeggeri veloce si avvale ovviamente delle allora nuovissime UIC-Z (Eurofima, e Z1) che raggiungono quasi le 900 unità con le più vecchie ma ancora validissime Gran Confort che superano le 330.
In tempi in cui ancora i treni notte erano sviluppati, le carrozze a cuccette oltrepassano i 950 esemplari, completando di fatto il numero delle vetture per trasporto a lunga percorrenza. In composizione ad essi trovano spazio per concludere le carrozze ristorante/bar/letti che si numerano in 364 esemplari.

Il traffico regionale ed interregionale si regge invece su circa 2.300 carrozze tra MDVC ed MDVE, più di 450 Due Piani ovviamente Tipo Casaralta e circa 1.080 Piano Ribassato, con il supporto di 40 Sleeperette per le quali si fatica a trovare una idonea sistemazione e che proprio dal 1997 iniziano ed essere trasformate in normali MDVE nelle officine di Voghera.

 

Molto interessanti, nella nostra analisi, sono infine i numeri dei mezzi di servizio che vedono ancora la presenza di 850 bagagliai, 280 postali, 190 carri porta auto, 14 carrozze sanitarie, 25 carrozze cellulari, 131 carrozze per treni storici e 5 carrozze di servizio Conferenze, Proiezioni, ecc...

Il tratto che viene fuori, scorrendo i dati, è quello di una ferrovia che punta ancora molto sulle composizioni ordinarie che vengono comunque utilizzate per treni di prestigio e che ancora annovera servizi purtroppo in seguito abbandonati come quello delle auto al seguito o del trasporto di colli.

Si tratta di una ferrovia che alterna tradizione a modernità, forse dai tratti più umani di quella di oggi, che è certamente più veloce, sicura e affidabile ma che ha forse delegato ad altri vettori il ruolo di compagna di viaggio per qualsiasi esigenza di trasporto.

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