Con il nostro lento incedere arriviamo alla quinta puntata dei transiti insoliti, ossia di quelle circostanze in cui ci si trova davanti a composizioni che normalmente non è facile rintracciare.

Una cosa tutto sommato semplice, ma piuttosto curiosa sono gli invii di locomotive isolate.
Capitano per svariati motivi, per cambio di assegnazione, per invii o ritorni dalle officine, per istruzione personale o per mantenimento competenze e qualche volta, come nel video sottostante, anche per ragioni di servizio, ad esempio per fungere da raschiaghiaccio nei periodi in cui il maltempo si fa particolarmente sentire e serve un pantografo che pulisca il filo di contatto.
Nel filmato con la neve questo compito viene svolto egregiamente da un Caimano che in diversi spezzoni anche senza neve fa avanti e indietro per questo scopo.

Come abbiamo già citato nei precedenti episodi non mancano poi i trasferimenti dalle officine di carrozze riqualificate o da riqualificare. In questo caso la stranezza è dettata più che altro dalle improbabili composizioni, con locomotive di una impresa che, ad esempio trainano carrozze disomogenee di altre e con vetture che molto spesso sono una accozzaglia di tipologie e colori.

Naturalmente alle volte più che la composizione è il modo in cui viene realizzata a risultare insolita anche perché alle volte questo permette di vedere situazioni altrimenti invisibili. Il video qui sotto ripercorre ad esempio il trasferimento di una vettura Pilota UIC-Z da Roma a Foligno, curiosamente agganciata però dal lato della cabina, cosa che permette di osservare la zona intercomunicante altrimenti sempre coperta.

Discorso ancora più particolare lo si può osservare poi nella foto in basso che invece mostra qualcosa di ancora più strano, ossia un normale treno regionale al quale, tuttavia, dietro alla locomotiva in spinta, è stata agganciata una ulteriore carrozza fuori servizio di rimando.

La foto è oggettivamente orrenda ma in qualche modo certifica l'aspetto inconsueto, visto che l'autore, che sta anche scrivendo questo testo, non si aspettava una simile circostanza.

Nella scorsa puntata abbiamo visto poi il trasferimento di rotabili demolendi che spesso vertono però anche in pessime condizioni durante lo spostamento.

Solitamente, infatti, si tende a privare i mezzi di qualsiasi cosa possa tornare utile con il trattamento che va sotto il nome di "cannibalizzazione", come nel caso qui sotto che ci riporta a diversi anni fa quando una E.636 è incaricata di trainare una unità gemella e un rimorchio Le 803 nell'ultimo viaggio.
Come si può facilmente vedere mancano ad entrambi i mezzi trainati diversi particolari che rendono lo scatto se possibile ancora più sorprendente.

Quando il treno insolito passa poi su una linea sostanzialmente chiusa si è virtualmente di fronte alla particolarità della particolarità.
Nello scatto sotto, ad esempio, siamo sulla semi abbandonata Orte - Capranica, nei pressi del ponte di Ronciglione, che una 245 sta lentamente oltrepassando per portare un convoglio ATAC alla stazione di Fabrica di Roma.
In questo caso le curiosità sono moltissime. La 245 che effettua la tradotta, il rotabile di ATAC per la ferrovia Regionale Roma - Viterbo che è giunto da Costamasnaga trainato e una stazione - quella di Fabrica di Roma, appunto, raccordata con entrambe le linee. In pratica un unicum.

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