L’Italia è un paese meraviglioso, ricco di bellezze che troppo spesso rimangono nascoste o sconosciute ai più.

Molte di loro hanno il vantaggio di trovarsi nei pressi di una ferrovia e di permettere, quindi, di unire l’utile al dilettevole, magari scattando qualche foto prima della visita o di raggiungerle direttamente con il treno.

Un esempio lampante di questa circostanza è data dalla bellissima Necropoli etrusca situata nei pressi della cittadina di Cerveteri, a pochi chilometri da Roma.

Posta lungo la ferrovia Tirrenica nord, questa cittadina ha una bellissima Marina ed è situata nel tratto di costa che vede in rapida sequenza gli agglomerati di Ladispoli, Furbara, Santa Severa e per ultima Santa Marinella, che anticipa Civitavecchia.

La tratta ferroviaria, che costeggia il mare, è percorsa non solo dai regionali molto frequenti della FL5 che uniscono proprio Civitavecchia con Roma Termini, ma anche da Intercity e Frecciabianca che servono principalmente Genova e le città presenti lungo il tracciato.

La linea offre numerosi spunti per i fotografi. Il primo è il bel viadotto di Furbara, peraltro utilizzato da molte persone per raggiungere il mare in estate mentre altri buoni punti sono a nord di Santa Severa principalmente nei pressi del casello autostradale.

Ovviamente non mancano tratti interessanti anche più a settentrione, alle porte di Santa Marinella, nella tratta in cui maggiormente i binari corrono lungo la riva del mar Tirreno.

Più a sud, invece, risultano interessanti le stazioni di Palidoro e di Ladispoli e soprattutto il lungolinea che immette proprio alla stazione di Marina di Cerveteri che ci permette di tornare alla Necropoli etrusca.

Nota anche con il nome di Necropoli della Banditaccia, essa si estende per circa 400 ettari nei quali si trovano molte migliaia di sepolture, con la parte recintata visitabile che rappresenta soli 10 ettari di estensione e conta circa 400 tumuli.

Centro propulsore della civiltà etrusca e dichiarata nel 2004 Bene Patrimonio dell’Umanità UNESCO, la Necropoli è la più estesa di tutta l'area mediterranea oltre ad essere certamente la più imponente di tutta l’Etruria e una delle più monumentali dell’intero mondo mediterraneo.

Le tombe monumentali, entro tumulo, sono scavate e in parte costruite nel tufo. Si tratta di monumenti che testimoniano il desiderio delle famiglie aristocratiche di mostrare la loro ricchezza e di perpetuare nell’aldilà un livello di vita di altissima qualità.

 

In tal modo possono spiegarsi gli accumuli di beni di lusso quali vasellame in metallo prezioso, oreficerie, vasi figurati, bronzi, oggetti provenienti dalle zone del Vicino Oriente e dalla Grecia, oltre ad armi, cinturoni, rasoi, fibule e gioielli.
Molto suggestivi sono ovviamente gli interni, che imitano le case dei vivi a più ambienti con porte e finestre sagomate, colonne e pilastri, soffitti a travicelli e a cassettoni, mobili, letti funebri e talora suppellettili.

Interessanti, inoltre, sono le tombe cosiddette “a dado”, che si allineano su vie sepolcrali a maglia regolare e ci restituiscono l’immagine di un contemporaneo quartiere urbano.

Le più antiche sepolture appartengono al periodo villanoviano (IX secolo a.C.) mentre le più "recenti" sono del periodo etrusco (III secolo a.C.).

La ricchezza di particolari dell'interno di alcune sepolture, come abbiamo accennato in precedenza, ha permesso agli archeologi di venire a conoscenza degli usi casalinghi degli Etruschi.

A questo scopo la sepoltura migliore è risultata essere la "Tomba dei Rilievi", risalente al IV secolo a.C. e appartenuta alla famiglia dei Matunas. L'interno della tomba, lunga sei metri e alta due, si è mantenuto in condizioni particolarmente buone, permettendo di osservare anche gli affreschi alle pareti e sulle colonne. Essa è la sola della Banditaccia che non si può visitare internamente visto che il suo “cuore” si può osservare unicamente attraverso un vetro posto per preservare l’integrità particolarmente delicata degli affreschi.

Tra le altre spiccano poi la "Tomba dei Vasi Greci", il cui nome è dovuto alla grande quantità di vasi attici ritrovati al suo interno, in gran parte custoditi nel Museo di Villa Giulia a Roma.

Una delle tombe ceretane più notevoli è poi la "Tomba dei Capitelli", caratterizzata dal tetto piano che riproduce fedelmente quello delle case dei vivi con struttura a travi di legno ed incannucciata. Essa prevede sul fondo tre stanze destinate alle sepolture con finestrelle tra le porte e due banchine per ciascuna camera.

 

Interessante è anche la "Tomba dei Letti Funebri" che si caratterizza per i monumentali letti a sarcofago maschili e femminili ma anche la "Tomba degli Scudi e delle Sedie", così detta per la presenza sulle pareti di quattordici scudi intagliati e sulla parete di fondo, di due sedie a spalliera ricurva con sgabello, dove dovevano essere poste statue in terracotta.

 

Senza avere la pretesa di elencarle tutte, ci preme elogiare il buonissimo stato di conservazione del sito che però risulta forse poco pubblicizzato, anche in loco e che meriterebbe un maggiore impulso turistico.

Esso merita senz’altro una visita approfondita essendo una località di marcata bellezza e dove oltre a godere della vista dei bellissimi tumuli è possibile anche rilassarsi nel giardino che li circonda, come una vera oasi di pace dove in compagnia di qualche simpatico gatto si possono passare ore di profonda tranquillità.

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