Il Portogallo da qualche anno è una meta turistica che affascina molto.

Non solo le sue città principali come Lisbona e Porto, ma anche le sue coste e il suo entroterra meritano una visita, considerato che possono riservare molto più di una sorpresa. 
Se siete capitati su questo sito, vorrete ovviamente sapere qualcosa delle ferrovie del Portogallo e ovviamente non mancheremo di rendervi conto di un mezzo di trasporto che è molto amato e molto usato in questo paese, anche se non particolarmente progredito, come vedremo durante il racconto.

Nel nostro peregrinare per il Mondo, prendiamo dunque un aereo da Roma che ci porta a Lisbona, dove, una volta giunti, noleggiamo subito una macchina.
Il tempo non è eccezionale ma decidiamo nonostante tutto di recarci a Cabo da Roca. La strada da percorrere non è molta e comprendiamo subito che abbiamo fatto la scelta giusta perché il paesaggio che ci si prospetta davanti, con il tempo minaccioso, diventa ancora più bello.

 

Definito il punto dove la terra finisce e comincia il mare, Cabo da Roca è il punto più occidentale del continente europeo e fa parte del Parco Naturale di Sintra-Cascais, dove si trova una grande varietà di specie animali come cormorani, falchi pellegrini, rapaci notturni, gabbiani, pipistrelli, volpi, vipere e lucertole. Anche la vegetazione è rigogliosa e particolare e su tutto svetta il bellissimo faro posto come ultimo baluardo sulla terraferma.

In questa zona che apre l’Oceano Atlantico il vento è fortissimo e quasi solleva da terra e le nuvole ci danno giusto il tempo di apprezzare il punto dove il cielo si mischia col mare prima di aprirsi in una pioggia violentissima che ci spinge verso la nostra prossima destinazione, Sintra, dove ci attende la Quinta da Regaleira.

Questa meravigliosa tenuta si trova nel centro storico del paese e in essa si trovano statue, laghetti, grotte, labirinti e tempietti circondati da vegetazione e giardini esotici. Nella bizzarra e fantasiosa costruzione, si può osservare il connubio di vari stili architettonici con prevalenza del gotico-manuelino, ma vi sono anche tracce dello stile rinascimentale e di quello romanico.

Il progetto fu dell’architetto italiano Luigi Manini con lavori che si estesero dal 1904 al 1910 e presero ispirazione dal Palazzo del Buçaco (progettato dallo stesso Manini) e dal Palácio Nacional da Pena.

Nella nostra visita il meteo ci asseconda visto che il cielo si pulisce in breve tempo e visitare i giardini è molto gradevole oltre che divertente, così come apprezzare le folli costruzioni del progettista italiano come la Grotta dell'Acquario, il Pozzo Iniziatico, il Pozzo Incompiuto o la Grotta del Labirinto.

 

Sempre a Sintra visitiamo poi il Castelo dos Mouros, una costruzione in rovina situata nel mezzo della locale foresta. Esso fu costruito nel corso del IX secolo dai Mori nordafricani per proteggere la cittadina di Sintra, ma cadde in rovina dopo la conquista cristiana del Portogallo.

Caratterizzato da alte mura di pietra fortificate e da pericolosi bastioni, può essere completamente esplorato e dagli elevati punti panoramici si possono ammirare meravigliosi scorci delle colline della Serra de Sintra e delle pianure che si allungano ad ovest verso l’oceano Atlantico.

Non sarebbe finita la visita alle bellezze di Sintra, visto che ci sarebbe anche il Palazzo de Pena, ma il tempo a nostra disposizione è scaduto e dobbiamo muovere verso quella che sarà la nostra “casa” per qualche giorno, Vila Nova de Milfontes.

 

Abbiamo scelto questa destinazione nel centro della regione dell’Alentejo per poter visitare questa meravigliosa area che è rinomata più per le bellezze naturali che per quelle artistiche.

La scelta, in realtà, è anche funzionale alle nostre ricerche in ambito ferroviario, visto che siamo a relativamente pochi chilometri dalla direttrice che da Lisbona conduce a Faro e dalla rinomata linea Diesel da Ourique a Neves Corvo, nota agli appassionati per i meravigliosi treni merci dalle miniere omonime che trasportano pirite, rame, zinco e piombo. 
L’arrivo nella cittadina è abbastanza tardi e c’è giusto il tempo per prendere posto in un carinissimo appartamento a pochi metri dall’oceano e per andare al vicino ristorante che affaccia sull’acqua e dove possiamo apprezzare per la prima volta nel tour le sardine, tipico alimento portoghese.

La mattina seguente iniziamo la nostra rotta verso sud, alla scoperta dell’Alentejo e dell’Algarve. Guidare per le strade del Portogallo è molto rilassante. Al di fuori delle grandi città non si incontra particolare traffico e si viaggia su vie ben tenute attraversando paesi che sembrano fermi nel tempo e nello spazio. 
La nostra prima meta è Aljezur il cui borgo antico possiede un ricco patrimonio ed è dominato dalle rovine del castello del X secolo, rimaneggiato nel XIII e nel XIV secolo. 

 

Questo villaggio, per i forti venti che vi soffiano costantemente, costituisce una sorta di paradiso del windsurfing ed è molto frequentato dagli amanti di questo sport.

Lasciata Aljezur muoviamo verso Sagres, nel sud della nazione. Alla bellezza dei posti attraversati si aggiungono poche attrattive culturali fin quando non si giunge, appunto, nella cittadina di destinazione. Qui veniamo rapiti tanto dalla bellezza delle coste quanto dalla rinomata Fortezza che andiamo ovviamente a visitare.

Essa è in realtà spoglia e desolata ed è protetta da un massiccio muro frontale cui fanno da contrappunto due possenti bastioni. All'interno, il vuoto dell'ampio spazio aperto è interrotto solo da alcuni edifici. Vista la struttura che è circondata da alte mura e da vecchi cannoni, è possibile percorrere un lungo sentiero interno che tra piante molto particolari e qualche fabbricato, conduce fino al faro posto nel punto più a sud.

La sensazione che si ha, stando in questo posto, è quello di una profonda quiete ma anche di una intensa solitudine, visto che l’oceano davanti non offre riferimenti alla vista e il vento non dà tregua nemmeno nelle belle giornate di sole. Viene da pensare a quando questa fortezza era a protezione del paese e all’effetto che doveva fare il vedere navi all’orizzonte approcciare verso la terraferma con intenzioni tutt’altro che pacifiche…

 

Al di là di questo, il posto merita una visita più che altro per il fantastico panorama sulle ripide scogliere, che abbraccia tutta la costa fino a Cabo de São Vicente.

Nel nostro visitare l’Algarve non possiamo non passare a vedere Faro, che tuttavia, ci delude abbastanza.

La città ci risulta poco caratteristica e fin troppo distante da quanto stiamo cercando e un minimo di interesse lo solleva in noi solo il Parque Natural da Ria Formosa.
Zona umida di rilevanza internazionale, la Ria Formosa è un labirinto di canali, isole, lagune, paludi e banchi di sabbia che si estende per 60 km tra le spiagge di Garrão e di Manta Rota. Forse saremo capitati nel momento sbagliato, ma a noi è sembrata una zona piuttosto abbandonata a sé stessa e senza troppa vocazione turistica.

 

L’occasione, tuttavia, è buona per vedere la stazione di Faro dove possiamo fare qualche scatto al materiale in sosta e anche a quello Diesel, piuttosto malconcio, che ancora corre sulla tratta che porta a Vila Real de Santo António al confine con la Spagna.

Per tornare a Vila Nova de Milfontes decidiamo di passare per Messines-Alte dove aspettiamo un Intercity con una 5600. Purtroppo il treno è pesantemente vandalizzato ma la stazione e il paesino che serve sono fantastici, caratterizzati da un silenzio e una pace a noi sconosciuti e anche da un tocco romantico dettato dal fascino antico dell’impianto.

Il giorno seguente da programmi è quello finalmente dedicato ai treni.

Visto che c’è un sistema aperto per conoscere gli orari dei convogli merci decidiamo di non posticipare ulteriormente la nostra sortita sulla linea Diesel delle miniere e con tutta calma, anche per assorbire un po’ della stanchezza del giorno precedente, ci rechiamo nei pressi dello scalo di Ourique.
Sappiamo che il primo treno lascerà le miniere intorno a mezzogiorno e che sarà una giornata all’insegna della qualità visto che avremo solo tre inquadrature in tutto, per quanto bellissime e a un treno molto particolare.

Giunti dinanzi all’impianto ci troviamo di fronte a una stazione fantasma su una linea che non vede traffico passeggeri ormai da molti anni. 
Se altrove il tempo sembrava essersi fermato, qui sembra addirittura tornato indietro. Le strade del piccolo paese sono deserte, pochissime sono le auto che incrociano e nel nostro girovagare curioso incontriamo due bar, che ricordano molto quelli dell’Italia del dopoguerra.

Tornati sulla linea, decidiamo di appostarci poco fuori dall’uscita della stazione nei pressi di un Passaggio a Livello.
Non sappiamo quanto ci sarà da attendere ma dopo pochi minuti il rumore del Diesel si inizia a sentire in lontananza e con esso si intravede una 1900 di Medway che traina una moltitudine di carri carichi.
Il tempo di riguardare la foto non c’è perché saliamo subito in auto per recarci velocemente a Panóias per tentare di fare una seconda foto. La corsa in auto è tanto folle quanto inutile perché il treno in realtà va pianissimo e ci permette di superarlo con estrema facilità.
Il punto dove lo immortaliamo la seconda volta è sulla tratta che si raggiunge per mezzo di una strada sterrata che non ci crea problemi visto che la nostra auto è già bianca.

Il treno successivo sulla stessa linea è previsto alle 17.30 per cui decidiamo di rilassarci andando a visitare l’entroterra del paese. Per prima cosa ci rechiamo sulle rive del Barragem do Monte da Rocha, un lago creato dal fiume Sado le cui acque sono usate per l’agricoltura, dopodiché ci rechiamo nella città alta di Ourique andando a vedere il panorama dal Miradouro.

Il belvedere è costruito sul sito dove un tempo sorgeva il castello di Ourique, appartenente all'Ordine di San Giacomo, che dominava la vasta pianura del Campo de Ourique. Oggi di esso non rimane più nulla ma si può dominare con lo sguardo tutto l’entroterra dell’Alentejo. Dopo un breve pranzo ci rechiamo a vedere anche Castro Verde dove in realtà non c’è molto se non la Basilica reale e il Municipio.

Non è granché ma del resto non abbiamo tantissimo tempo perché è il momento di recarsi nei pressi della ferrovia dove poco dopo le 17.30 arriva il merci dispari di vuoti diretto alle miniere, sempre trainato da una bellissima 1900 di Medway, appartenente a un Gruppo che ormai ha quasi 40 anni di servizio sulle spalle.
Stanchi per il forte caldo ma soddisfatti torniamo a casa per riposarci visto che la giornata seguente si farà qualche scatto lungo la Direttrice Nord – Sud e vedremo l’Oceano.

La sveglia, tanto per cambiare, è abbastanza presto. Da Vila Nova de Milfontes prendiamo la strada che attraversa Santiago do Cacém e ci rechiamo nei pressi di Grândola dove abbiamo visto dei bei ponti che oltrepassano la ferrovia.
Purtroppo, nella nostra mattinata di foto non siamo particolarmente fortunati perché i pochi merci su linea elettrica passano tutti al contrario e con macchine ricoperte di graffiti e qualcosa di simile può dirsi per alcuni degli Intercity.
Tuttavia, riusciamo a portare a casa alcune 5600 delle CP con le caratteristiche carrozze inox e soprattutto alcuni Alfa Pendular che sebbene relativamente moderni ci interessano in considerazione del fatto che stanno subendo un drastico cambio di livrea.

Fatto qualche scatto decidiamo di tornare nuovamente a Castro Verde, il tempo di riprendere ancora una volta ma in un contesto diverso il merci per le miniere.
Come sempre il transito è preciso al minuto e soddisfatti del raccolto torniamo sulla costa per godere anche un po’ dell’Oceano.

Per rilassarci apprezzando un panorama meraviglioso, decidiamo di recarci sulla spiaggia di Almograve. I chilometri fatti sono ripagati da una vista splendida e da una atmosfera silenziosa e magica. Inserita nel Parco Naturale del Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina, la Praia de Almograve si distingue per una costa rocciosa e frastagliata che nasconde piccole spiagge deserte.

L'esteso arenile è contraddistinto da coste rocciose con pareti a picco, alte e continue affiancate da dune di sabbia che variano dal giallo ocra al bordeaux intenso con un effetto cromatico che lascia senza fiato. La strada che si affaccia sull’oceano si percorre anche in auto dal vicino parcheggio al Porto de Pesca de Lapa de Pombas e il tragitto vale ogni singolo centesimo di benzina speso. 
La spiaggia si trova vicino alla città di Almograve, un luogo tranquillo e silenzioso che merita di essere visitato a piedi senza fretta.

 

La giornata all’insegna del relax si conclude con una ottima cena nei pressi del nostro alloggio. Il pesce, qui, ha un sapore decisamente speciale e oltre alle già citate sardine non rinunciamo anche ad apprezzare tutto il resto, dal pesce spada ai crostacei, visto che i prezzi sono relativamente contenuti.

Il nostro giro tra Alentejo e Algarve è terminato anche se non escludiamo di tornare per poter vedere ancora meglio la zona al confine con la Spagna, magari facendo spola tra le due nazioni. Ma ora bisogna correre a Lisbona dove ci attende un aereo per le Azzorre.

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