225.000 mq di superficie totale, circa 480.000 frequentatori al giorno per un totale di oltre 150 milioni ogni anno e 850 treni al giorno.

Guardando oltre le cifre, Roma Termini ha assunto un ruolo di primissimo piano nel sistema di trasporto cittadino, regionale, nazionale e internazionale. Partendo dalla considerazione della stazione come luogo di passaggio privilegiato, risorsa fondamentale per la città e universo in continua espansione, ha preso forma il progetto Grandi Stazioni di trasformare le 13 più importanti stazioni italiane in ambienti confortevoli e sicuri, con la duplice veste di hub multi trasporti e piazze urbane ricche di servizi e opportunità commerciali.

Il rinnovo della stazione Termini ha dimostrato la validità di questa idea, attraverso un investimento di circa 119 milioni di euro e lavori a ritmi serrati conclusi in occasione del Giubileo del 2000. La stazione si trova in piazza dei Cinquecento, tra via Marsala e via Giovanni Giolitti, in pieno centro città.

Cenni storici

Progettata da Salvatore Bianchi, edificata tra i campi e le vigne dell'Esquilino nel 1867, alla sua inaugurazione fu definita da Papa Pio IX "la stazione della capitale d’Italia". Per quanto allora fosse sembrata troppo grande rispetto ai bisogni della Capitale dello Stato Pontificio (poco più di 180mila abitanti), già quindici anni dopo si dimostrava insufficiente a gestire il crescente traffico ferroviario. 

Subito dopo la sua costruzione, iniziarono interventi di ampliamento con l'aggiunta di binari, capannoni provvisori, piani caricatori, ma il fabbricato rimase nelle sue dimensioni originali fino al 1905. Sei anni dopo si rese necessaria la costruzione di un capannone in legno per la biglietteria e di un nuovo gruppo di binari per i treni viaggiatori.

Nell’immediato dopoguerra il problema si ripropose e l’Ufficio del Servizio Lavori delle FS prospettò il cambiamento dell’intero complesso di stazione. Nel 1925 fu richiesto all'architetto Angiolo Mazzoni di studiare un nuovo progetto per l'ampliamento del vecchio fabbricato di Salvatore Bianchi. I primi studi prevedevano una stazione sotterranea comprendente due stazioni terminali (una a nord e una a sud) le cui linee, attraversando la città sotto terra, si sarebbero incontrate in corrispondenza di Termini, concepita però come una stazione centrale di transito e anch'essa sotterranea.

Prima di elaborare un progetto definitivo che riscontrasse sia il favore del Duce che quello del Ministro Benni, Mazzoni studiò diverse soluzioni per tentare un'integrazione tra vecchio e nuovo. Le indicazioni a cui non poté sottrarsi, e che in futuro gli costarono suo malgrado le maggiori critiche, prevedevano la creazione di forme classicheggianti, spazi ampi e solenni con archi, volte e un'enorme atrio concepito non come filtro tra stazione e città, bensì come "imponente porta del tempio".

Così il progetto originario subì una lenta e obbligata metamorfosi, fino all'approvazione definitiva del 3 febbraio 1939. Un avancorpo monumentale con un porticato imponente e un atrio di 12mila mq. completamente vuoto, con l'unico scopo della suggestione, relegavano nei corpi laterali tutti i servizi per il viaggio, pregiudicando l'efficienza dell'esercizio ferroviario e le comodità per il pubblico.

Una curiosa caratteristica del progetto "Mazzoniano" fu l'intento di rappresentare la Nazione con i marmi pregiati: per i rivestimenti delle pareti e dei pavimenti furono scelti preziosi marmi tipici italiani.

La partenza del Mazzoni per la Colombia e l'inizio della seconda guerra mondiale bloccarono i lavori a Termini. Finita la guerra, le ali della nuova stazione erano quasi ultimate e il fabbricato frontale ancora da costruire. Il mutato clima politico suggerì il bisogno di riesaminare il progetto dal punto di vista economico, funzionale e architettonico e nel 1947 fu bandito un concorso nazionale i cui vincitori (il gruppo Montuori Vitellozzi) vennero incaricati di completare l'opera del Mazzoni. 

Caratteristiche dominanti del nuovo progetto dovevano essere forme chiare, trasparenti e funzionali, in armonia con quanto era già stato costruito e convivendo con gli 80 metri di mura con punte di 9 metri di altezza dell'Agger Servianus. Si decise di articolare lo spazio in 4 fabbricati distinti ma insieme collegati alle due ali della stazione e a Piazza dei Cinquecento: il fabbricato frontale ("E"), l'atrio biglietteria, la galleria di testa e il ristorante esterno. Tutto il complesso si sviluppava su un'area di 14mila mq.

I resti dell'Agger Servianus, adeguatamente valorizzati dal "Dinosauro", raffigurano idealmente la continuità tra l'antica e la moderna arte del costruire.

Conclusi i lavori, la stazione Termini prese la forma che conosciamo oggi e venne inaugurata il 20 dicembre 1950 dall’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

I nuovi servizi

Lo standard qualitativo dei servizi dedicati ai viaggiatori è stato incrementato grazie all’ammodernamento della biglietteria, al potenziamento delle strutture d’informazione, all’introduzione delle biglietterie automatiche, del nuovo deposito bagagli, dei servizi igienici costantemente presidiati.

Il sistema di segnaletica, che in passato era tra i principali ostacoli alla corretta fruizione degli spazi, è stato ripensato secondo un criterio di comprensibilità immediata, utilizzando uno stile chiaro e uniforme.

La Galleria Centrale, da semplice collegamento pedonale tra via Marsala e via Giolitti, si è trasformata nel compendio generale di ciò che la stazione Termini offre al variegato pubblico: servizi per viaggiatori, turisti e cittadini, accattivanti proposte di shopping, ristoranti e fast food per ogni esigenza, il tutto sviluppato su 220 metri lineari.

Le migliaia di tessere di mosaico che rivestono la copertura a “Dinosauro” dell’Atrio biglietteria, risplendono dopo il paziente lavoro di restauro; sotto le linee ondulate dell’Atrio spicca il design moderno della grande libreria della stazione.

Nel livello sotterraneo della stazione, un tempo simbolo del degrado del complesso, è stato realizzato il Forum Termini: un centro servizi con una vastissima offerta commerciale, 14mila mq di vetrine scintillanti a rappresentare ogni categoria merceologica, un nuovo modo di vivere la stazione con un occhio di riguardo anche al pubblico “non viaggiatore”. Un fattore che si è dimostrato vincente per il rilancio di Termini. 

Architettura, cultura e arte contemporanea

L’architettura originaria di Roma Termini, un mix di stili in bilico fra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, è stata integrata da interventi in chiave moderna firmati dallo staff di Grandi Stazioni, in collaborazione con designer affermati come Atelier Mendini, Michele De Lucchi, Pierluigi Cerri, Vignelli Associates e Piero Castiglioni. 

Esempio lampante di questo lavoro è il restauro dell’Ala Mazzoniana, l’edificio progettato negli anni Trenta dall’architetto Mazzoni e inteso all’epoca come fronte di stazione: un raro esempio di architettura futurista, che purtroppo ha conosciuto negli anni una parabola discendente dovuta ad uno stato di progressivo abbandono e degrado. L’Ala Mazzoniana di via Giolitti è stata valorizzata diventando un centro polifunzionale dove trovano spazio servizi di pubblica utilità, occasioni di shopping, eventi, ristorazione, benessere e cultura.

Molto frequentemente gli splendidi spazi di Roma Termini vengono scelta come location per organizzare concerti, incontri, mostre, appuntamenti letterari e mondani, riprese fotografiche e cinematografiche.

Il 23 dicembre 2006 con una cerimonia ufficiale la Stazione Termini è stata dedicata a Papa Giovanni Paolo II.

La sicurezza

La sicurezza in stazione è stata potenziata con l’impiego delle Forze dell’Ordine supportate da un sistema integrato di rilevatori e telecamere costantemente collegati ad una “Control Room” operativa 24 ore su 24. Inoltre è stato attivato un programma speciale coordinato dalle forze di Pubblica Sicurezza.

Grandi Stazioni, in collaborazione con il gruppo di lavoro Security istituito da FS, con la funzione Protezione Aziendale e con gli organi di Pubblica Sicurezza presenti in stazione, ha sperimentato con successo un piano comprendente interventi integrati di sicurezza passiva e attiva.

Roma Termini, il nuovo parcheggio sopra i binari

Il parcheggio sopra i binari, primo in Europa nel suo genere, ha una capacità di 1337 posti auto e 85 posti moto su 3 piani accessibili attraverso una rampa da Via Marsala.

I collegamenti pedonali tra il parcheggio e la stazione saranno garantiti da 10 ascensori e 12 gruppi scala in corrispondenza di ogni marciapiede. La sicurezza sarà assicurata da un avanzato sistema di videosorveglianza con 80 telecamere. All’interno del parcheggio monitor informativi su arrivi e partenze dei treni indicheranno al passeggero quale ascensore o scala scegliere per raggiungere il binario di interesse.

I lavori si svolgono in modo da limitare al minimo le interferenze sulla circolazione ferroviaria - oltre 800 treni ogni giorno - grazie alla tecnica cosiddetta di “varo a spinta” normalmente utilizzata per la costruzione dei ponti e mai utilizzata prima per la realizzazione di un parcheggio sopra un stazione in esercizio nel pieno centro città.
Sezioni di parcheggio verranno costruite e assemblate per poi farle scorrere attraverso una cremagliera verso la loro posizione, fino alla completa realizzazione dei primi due piani parcheggio, mentre il terzo sarà costruito in loco sulla base dei due piani costruiti con la tecnica “a varo”.

L’impresa ha già completato tutte le fasi propedeutiche alla realizzazione delle opere i cui cantieri sono già visibili all’interno di stazione e hanno comportato una piccola riduzione del marciapiede dei binari 10-11 e del binario 1, che comunque rimangono in esercizio.

Grazie a questa nuova struttura l’offerta di parcheggi gestiti da Grandi Stazioni a Roma Termini passerà da 238 posti auto attuali (180 in Piazza dei Cinquecento e 58 in Via Marsala) a 1575, contribuendo a risolvere il “problema parcheggio” oggi molto sentito tra i passeggeri.

l sistema di circolazione interno prevede rampe di collegamento tra i piani a pendenza ridotta e si basa su un layout semplice e razionale.

Le ampie corsie a senso unico, le dimensioni degli stalli (2,50x5 mt) e la disposizione strutturale, con luci ampie 16 m, garantiscono una circolazione interna e una manovra di parcheggio assolutamente agevoli.

Grazie ad una avanzata tecnologia a sensori sarà possibile avere in tempo reale la situazione del traffico: grandi display all’entrata con le informazioni sui posti auto liberi garantiranno un traffico scorrevole e rapido. Sistema di videosorveglianza integrata e Building Automation per il controllo remoto degli impianti.

Il nuovo Sito della Stazione Termini.

Foto Grandi Stazioni Rail

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