Gli anni ’60 segnano il boom economico dell’Italia, un paese che è uscito relativamente da pochi anni dalla guerra e che si sta rialzando velocemente dopo un ovvio periodo di stasi.

In quegli anni la ferrovia è ancora un sistema piuttosto obsoleto che alterna elettrotreni moderni e in qualche modo ad alta velocità a treni merci ad andamento lento che trasportano davvero ogni cosa.

E proprio questi ultimi, con una istantanea che va dal 1970 al 1984 della quale siamo entrati in possesso, permettono di fare la tara di un paese che cambia drasticamente nei gusti, nei consumi e nei modi di vivere.

In quegli anni vengono prese in considerazione dieci categorie merceologiche che attraversano tutti i campi del materiale trasportabile su carri merci e quello che viene fuori osservando l’andamento nel corso degli anni è piuttosto interessante.

Dal 1970 al 1984, con un paese che esce dal settore primario e si avventura di più negli altri due, diminuisce infatti il trasporto di prodotti agricoli e animali vivi, che rimane comunque su buoni livelli, mentre si dimezza quello di derrate alimentari e foraggere. Una riduzione molto forte la si ha nei combustibili minerali solidi e nei prodotti petroliferi che a metà anni ‘80 sono trasportati rispettivamente al 39% e al 41% di 14 anni prima.

Anche minerali e cascami vari per la metallurgia e prodotti metallurgici subiscono un ribasso ma piuttosto blando mentre altre due categorie merceologiche dimezzano la loro presenza sui carri merci sono minerali greggi o manufatti e materiali da costruzione e concimi.

In leggero ribasso sono anche i trasporti di prodotti chimici mentre il boom economico porta più che raddoppiare il trasporto di macchine, veicoli, oggetti manifatturati e merci diverse.

Come si vede da questi dati e si evince ancora più chiaramente dalla tabella sottostante, il trasporto merci su rotaie si evolve ma in qualche modo anche si riduce, con un andamento che ha lasciato strascichi anche in tempi recenti. Questo lo si deve, in quegli anni, soprattutto alla crescita del sistema di autostrade e alla diffusione dei trasporti su gomma che vengono incentivati a discapito della ferrovia.

In quel quindicennio, infatti, la trazione dei convogli merci è perlopiù affidata alle E.626 e alle E.428 con velocità massima di 80 km/h che non rende il trasporto particolarmente competitivo. Famose in tal senso sono le tirate di carri frigo sull’Adriatica o i trasporti derrate con carri chiusi sulla Tirrenica.

Tutto questo si riflette ovviamente sulla quantità in migliaia di tonnellate trasportate. Nel 1970 sono 55.357 che scendono in picchiata solo cinque anni dopo con 42.666, cifra che segna un minimo storico. Il quantitativo torna a crescere nel 1980 con 55.833 per poi riabbassarsi di nuovo negli anni successivi fino a raggiungere nel 1983 le 49.005 tonnellate.

Una ennesima impennata la sia ha infine nel 1984 con 54.066 tonnellate trasportate in migliaia grazie, finalmente, ad un miglioramento qualitativo del parco carri e alla possibilità di utilizzare mezzi di trazione più moderni quali E.656, E.645 ed E.633.

Grazie a tutto questo, a partire da metà anni ’80 è possibile elevare la velocità massima di numerosi treni merci a 100 km/h senza per questo diminuire la quantità di peso trainato.

La tabella sottostante mostra questo andamento con tutte le variazioni rilevate mentre poco sotto si può vedere il dettaglio dei prodotti trasportati, con alcuni oggetti estremamente insoliti che oggi non sono più di interesse per il mercato o hanno trovato altri vettori di spedizione. 

0 – Prodotti agricoli e animali vivi: cereali, patate, legumi freschi e frutti freschi, materie tessili naturali e sintetiche, legno e sughero, barbabietole da zucchero, animali vivi, animali o vegetali;

1 – Derrate alimentari e foraggere: zuccheri, bevande, droghe e spezie, derrate alimentari non durevoli, derrate alimentari durevoli e luppolo, alimenti per animali e cascami alimentari, oleaginosi;

2 – Combustibili minerali solidi: carbonfossile, lignite, coke e torba;

3 – Prodotti petroliferi: petrolio greggio, benzina, idrocarburi energetici, derivati non energetici, cherosene, gasoli, oli combustibili leggeri, oli combustibili pesanti;

4 – Minerali e cascami vari per la metallurgia: minerali di ferro, minerali di manganese e concentrati, altri minerali e cascami non ferrosi, cascami, scorie e piriti di ferro, altoforno;

5 – Prodotti metallurgici: ferro/leghe, ghisa e acciaio grezzi, semilavorati siderurgici laminati, laminati, profilati a caldo, lamiere d’acciaio, tubi, getti e pezzi forgiati, metalli non ferrosi, altri semilavorati siderurgici, laminati e profilati a freddo, filo, altre lamiere e bande d’acciaio;

6 – Minerali greggi o manufatti e materiali da costruzione: sabbie, ghiaie, argilla e scorie, sale, piriti, zolfo, pietre, terre e minerali connessi, cementi, calce, gesso, materiali da costruzione manifatturati;

7 – Concimi: naturali, manifatturati;

8 – Prodotti chimici: prodotti chimici di base, allumina, prodotti carbochimici, cellulosa e avanzi, materie chimiche;

9 – Macchine e veicoli, oggetti manifatturati e merci diverse: macchine e materiali da trasporto, trattori, macchine, attrezzature agricole, altre macchine, motori e parti, articoli metallici, vetro, vetreria, prodotti della ceramica, cuoio, tessili, abbigliamento, articoli manifatturati diversi, armi e munizioni da guerra, transazioni speciali;

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