Un elemento che ha caratterizzato i rotabili ferroviari motorizzati o pilota, da sempre ma soprattutto negli ultimi anni, è la fascia rossa che si può trovare sui frontali, solitamente all'altezza dei fanali.

Si tratta, come tutti sanno, di quella striscia nota come fascia antinfortunistica che, nelle sue intenzioni, dovrebbe servire a riconoscere immediatamente un rotabile in corsa. 

Questa fascia rossa, che è utilizzata unicamente nel nostro paese, è prevista dalla Disposizione 30/2007 di RFI relativa alla autorizzazione alla messa in servizio di un veicolo proprio sulla rete ferroviaria italiana. Essa al punto 2.1 riporta quanto segue: "Visibilità esterna del rotabileLa visibilità esterna del rotabile deve essere assicurata mediante l’adozione di opportuna coloritura con colore rosso RAL 3020, dell’area delimitata dai fanali frontali, o di altra zona frontale del rotabile autorizzata dal Gestore Infrastruttura".

L'applicazione di questa disposizione, di per sé corretta, ha portato nel corso degli anni a situazioni piuttosto insolite e alle volte anche decisamente curiose. Il tutto poiché essa riporta uno specifico codice colore per la fascia, il RAL 3020, che è anche noto come "Rosso Segnale" che in qualche modo esclude automaticamente qualsiasi altro tipo di rosso che pure garantirebbe una notevole visibilità.

Per questa ragione, ad esempio, è stato necessario inserire una fascia rossa sul rosso sulle locomotive G2000 così come sugli AGV di Italo ed anche sui recenti ETR 675 della medesima compagnia.

Curiosamente, per contro, alcuni rotabili ne hanno inizialmente adottata una talmente ridotta da risultare praticamente invisibile, come i TAF nella loro prima versione o l'Archimede nella livrea d'origine blu RFI, ma anche gli ETR 470 di Cisalpino.

In alcuni casi, per ottemperare alla disposizione, si sono avuti dei veri e propri rattoppi, come nel caso delle E.404.100 quando erano in servizio sugli ETR 500 monotensione mentre altre volte la libertà di movimento concessa alle officine ha comportato curiose variazioni sul tema, come le D.345 con striscia parecchio invasiva tra i fanali.

In qualche modo si sono dovuti uniformare a tale disposizione anche i rotabili esteri circolanti in Italia, non sempre con risultati estetici eccezionali. 
È il caso ad esempio dei TGV delle SNCF appesantiti da una striscia di colore che davvero è fuori luogo o della 1216 025 delle ÖBB che risulta più credibile avendo già del rosso nella livrea ma decisamente meno elegante rispetto alla versione originale ma anche di tutte le loco appartenenti allo stesso gruppo ed aventi una livrea particolare.

Non è probabilmente un caso, dunque, se oggi per i treni italiani viene preferita una livrea che ottempera l'uso del rosso segnale, peraltro molto gradito anche all'estero.
Del resto, alcune locomotive come le Taurus austriache essendone interamente dipinte non hanno avuto bisogno di ricevere alcuna fascia anche se non si sono potute sottrarre ad essa nella cromia RailJet che infatti ne ha vista una applicata prima di iniziare il servizio nel nostro paese.

Si tratta peraltro, forse, di una iniziativa destinata ad avere vita breve, poiché le norme STI - Specifiche Tecniche di Interoperabilità recepite a livello europeo dovrebbero aggirare la disposizione richiedendo relativamente alla visibilità di avere tre luci bianche in testa così come due luci rosse in coda sempre accese, di giorno e di notte.

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