Rimane complicata la situazione economica delle ferrovie rumene secondo quanto si apprende dalla stampa locale.

All'inizio dell'anno, CFR Călători gestiva circa 1.200 treni giornalieri in tutto il paese. A marzo, quasi 100 di loro sono stati cancellati, la maggior parte definitivamente mentre altri solo durante i fine settimana. La ragione ufficiale è la mancanza di passeggeri, che avrebbe reso determinati collegamenti non redditizi.

Tuttavia, come mostrano i dati aziendali, il numero di passeggeri trasportati è salito di quasi il 3% nel 2017 rispetto all'anno precedente (da 52,9 a 54,3 milioni). Le cifre sono significativamente inferiori al livello di quasi 86 milioni di passeggeri registrati nel 2007, ma ancora superiori al minimo di 48,5 milioni trasportati nel 2013.
Secondo i quotidiani locali è anche possibile che il vero motivo della cancellazione di alcuni collegamenti non sia quello invocato, ma che CFR Călători stia cercando di liberare spazio per l’accesso di alcune compagnie private.

"È noto l’esempio della linea Bucarest-Olteniţa, dice un impiegato di CFR Călători che vuole rimanere anonimo. Essa è stata abbandonata da CFR per mancanza di passeggeri su alcune corse. Prima della fine del servizio, c'erano due coppie al giorno. Dopo l’abbandono da parte della compagnia di stato, la linea è stata rilevata da una società privata che ha investito in manutenzione dell’armamento con il tempo di viaggio che è sceso da due ore e mezza a un'ora e 25 minuti e ora ci sono 12 coppie al giorno, che trasportano circa 4.000 passeggeri".

La crisi, comunque, dipenderebbe anche dalle condizioni del materiale rotabile che oltre a non essere in perfetto stato è anche molto obsoleto. 
Maxim Rodrigo Gabriel, presidente della Federazione delle Unioni di trasporto ferroviario in Romania (FSTFR) su questo punto è molto chiaro: "Utilizziamo ancora locomotive di 60-70 anni, che dovrebbero stare in un museo", dice.

Per ultimo ma non meno importante, è il problema dell'infrastruttura che è decisamente obsoleta, con molte limitazioni di velocità e stazioni ferroviarie non rinnovate, due fattori che riducono senza dubbio l'attrattiva del trasporto ferroviario.

Anche nel settore del trasporto merci le cose non vanno meglio, persino ai privati. Nel 2017, ad esempio, il fatturato di Unicom Tranzit è diminuito del 10% e del gruppo Transferoviar di quasi il 20% anche se la situazione peggiore è nella società statale CFR Marfă.

Se il 2016 si è concluso con un fatturato di 678 milioni con una perdita di quasi 200 milioni di lei, nel 2017 c’è stato un piccolo miglioramento ma sempre col segno rosso: giro d'affari di 730 milioni di lei con una perdita di "soli" 157 milioni di lei.

Come se questo non bastasse, come annunciato a marzo dal Ministro dei Trasporti Lucian Șova, CFR SA, gestore dell'infrastruttura, ha avviato le procedure per il recupero di un debito di oltre 100 milioni di euro da CFR Marfă.

Approfondimenti

Ferroviaggi

La ferrovia che scompare

Correva l'anno

Dal nostro YouTube

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia