In Svizzera, i giudici del TAF - Tribunale amministrativo federale - hanno visitato uno dei nuovi treni a due piani delle FFS assieme a nove persone disabili.

I giudici hanno voluto così rendersi conto dei disagi che hanno spinto l’organizzazione che riunisce tutte le associazioni svizzere a tutela dei disabili, Inclusion Handicap, a ricorrere contro l’entrata in servizio di questi convogli.

Lo scorso 6 marzo, il TAF ha revocato l’effetto sospensivo del ricorso presentato in gennaio da Inclusion Handicap contro il via libera provvisorio a circolare concesso dall’Ufficio federale dei trasporti (UFT) per i nuovi convogli a due piani, permettendo alle FFS di utilizzare temporaneamente i nuovi treni e testarli in vista del cambio di orario previsto per la fine di novembre 2018.

Il tribunale deve ancora pronunciarsi in merito al ricorso e sugli adeguamenti chiesti da Inclusion Handicap.

Inclusion Handicap denuncia il mancato rispetto della legge sui disabili, che mira a impedire, ridurre o eliminare gli svantaggi nei loro confronti. L’organizzazione, ha evidenziato i numerosi ostacoli che devono superare le persone disabili che viaggiano da sole a bordo dei nuovi treni.

Così per esempio, secondo Inclusion Handicap le rampe che collegano il convoglio al binario sono talmente ripide da non poter essere usate dalle persone sulla sedia a rotelle senza chiedere aiuto.

Inoltre, i pulsanti all’esterno dei treni non sarebbero stati concepiti per essere usati da chi soffre di un deficit visivo. Un’ulteriore difficoltà è costituita dal pavimento irregolare dei piani superiori, che renderebbe particolarmente difficili gli spostamenti.

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