Inizierà il prossimo maggio, l’elettrificazione della linea ferroviaria tra Vittorio Veneto e Conegliano con i lavori di attivazione del cantiere.

Alla stazione di Vittorio Veneto sono già arrivati i primi materiali, dalle traversine in cemento ai cavi da sistemare a lato dei binari per i servizi di sicurezza. La linea tra Conegliano e Vittorio Veneto, già automatizzata, ha necessità infatti di ulteriori perfezionamenti. Le Ferrovie dello Stato avevano previsto la chiusura della linea immediatamente dopo la conclusione dell’anno scolastico, ma è intervenuta l’Ana per chiedere che il servizio dei treni sia attivo nella tre giorni del raduno degli alpini. I lavori cominceranno quindi a maggio, ma la sospensione dei treni sulla linea, avverrà solo dopo il raduno interregionale degli alpini a metà giugno.

I lavori, che prevedono sia l’installazione della rete di trasporto elettrico che la riqualificazione di una parte dei binari, soprattutto nella stazione di Vittorio Veneto, dureranno tutta l’estate, fino all’inizio del nuovo anno scolastico, per riprendere nell’estate 2019. I treni saranno quindi sostituti da pullman, in servizio da Belluno e da Vittorio Veneto verso Conegliano.

Preoccupati i pendolari perché i tempi di percorrenza su strada – come ricorda Alessandro De Nardi, del comitato popolare dei treni – sono più lunghi di quelli del treno; ci sarà quindi la necessità che le partenze, sia da Belluno che da Vittorio Veneto siano anticipate, così da riuscire a rispettare le coincidenze.

Il Comune di Vittorio Veneto sta valutando la possibilità di sollecitare alle Ferrovie una fermata supplementare in zona industriale a San Giacomo. L’ipotesi è tuttavia molto discussa. “Una fermata allunga i tempi di percorrenza di almeno tre minuti e pertanto va a confliggere con l’esigenza dei pendolari – spiega De Nardi– che è quella di impiegare il minor tempo possibile per trasferirsi da una località ad un’altra. A meno che – aggiunge il portavoce del comitato dei treni – non vi sia una domanda molto forte di viaggiatori in zona industriale per cui diventi irrinunciabile il servizio che si può garantire attraverso un’ulteriore sosta”.

Foto Roberto Granai

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