Giornata da dimenticare, quella di ieri per i pendolari della linea ferroviaria SFM3 Torino-Susa-Bardonecchia.

L’episodio più grave quello di Bardonecchia, dove un macchinista è stato colto da malore mentre stava per salire sul treno “10309” per Torino.

Sul posto è intervenuta l’equipe medica del 118 che lo ha stabilizzato prima del trasporto in elisoccorso al Cto di Torino, ma durante il viaggio è morto, probabilmente per un infarto. Sull’episodio sarebbe stato aperto un fascicolo dalla Procura. Il treno che doveva guidare il macchinista deceduto è stato cancellato.

I disagi peggiori sono però stati quelli provocati da quanto avvenuto a Bussoleno dove, da mercoledì mattina, il treno 65326 è fermo in stazione sul binario di corsa e un altro guasto ieri ha bloccato un convoglio sul secondo binario.

Per completare il quadro, a Salbertrand è rimasto fermo un treno merci per un guasto. A seguito dei ritardi, i treni sono stati fermati ad Avigliana, facendo solamente la tratta Avigliana-Torino in entrambe le direzioni. Alcuni convogli hanno effettuato fermate intermedie straordinarie nella tratta Avigliana-Bussoleno.

Disagi anche per chi, da Torino, doveva arrivare in Valle. Per esempio, chi è partito alle 6.45 da Porta Nuova, alle 8.59 era ancora a Bussoleno in attesa dell’autobus che lo avrebbe portato a destinazione.

Critiche sono state espresse dal sindaco di Condove, Emanuela Sarti, che su Facebook si è lasciata andare ad un “Stramaledettissime ferrovie. Come fa un treno ad avere 285 minuti di ritardo?”.

Sullo stesso tono la consigliera regionale Stefania Batzella, che ogni giorno prende la SFM3 per arrivare a Torino. “A Bussoleno un locomotore fermo da ieri mattina sul binario 1, un altro treno fermo sul binario 2. Questo lo scenario che mi sono trovata davanti questa mattina in stazione. Grandissima la confusione e tanti i disagi provocati a studenti e pendolari, che cercavano disperatamente informazioni, senza riuscire ad ottenerle. Ho aspettato un’ora e mezza sperando che la situazione si risolvesse, mi sono poi dovuta arrendere e ho preso la macchina per recarmi al lavoro, a Torino”.

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