Anche domani, come ogni anno, a Piacenza l'Associazione Dopolavoro Ferroviario ricorderà con una cerimonia le otto vittime dell'incidente ferroviario del 12 gennaio 1997.

Il programma della commemorazione prevede alle 10.35 il ritrovo presso la sede dell’Associazione DLF Piacenza e a seguire la celebrazione della Santa Messa.

Subito dopo ci saranno gli interventi delle autorità, l'incontro con i familiari delle vittime e la benedizione della stele-ricordo e del monumento attiguo all’ingresso dell’ex Ferrhotel, al binario 1 della stazione ferroviaria.

Ricordiamo che il 12 gennaio del 1997 alle ore 13.26, il Pendolino ETR 460 n.29, “Botticelli”, in servizio sul Milano-Roma, deragliò all'ingresso della stazione di Piacenza. Nell'incidente morirono otto persone: i due macchinisti in servizio, due agenti della Polfer, una hostess e tre passeggeri e rimasero feriti 29 viaggiatori. A bordo del treno si trovava anche il senatore a vita Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica, che uscì illeso dall'incidente.

Per la tragedia del Pendolino erano imputati 25 funzionari delle Ferrovie, l'accusa aveva chiesto 11 condanne (dai 2 anni e due mesi ai 4 anni e mezzo) e 14 assoluzioni. Il processo iniziò l'8 febbraio del 2000. Il reato ipotizzato era omicidio colposo plurimo. L'inchiesta aveva coinvolto anche i vertici delle Ferrovie dello Stato, poi prosciolti su richiesta dello stesso PM prima del processo.

Sono stati assolti dal Tribunale di Piacenza, con la formula “per non aver commesso il fatto” tutti i 25 dirigenti e i funzionari delle FS imputati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro ferroviario colposo. La sentenza è stata emessa il 6 marzo 2001 dopo quattro ore di camera di consiglio. Sono stati dunque ritenuti responsabili solo i due macchinisti, deceduti nell'incidente.

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