L’elettrificazione ferroviaria dell’anello basso delle Dolomiti (Vittorio Veneto-Belluno-Feltre) non sarà pronta per i Mondiali di Cortina del 2021.

A dirlo è l’assessore regionale al Trasporto, Elisa De Berti: “La situazione è ferma all’anno scorso. Come Regione avevamo chiesto a RFI che la linea fosse elettrificata entro il 2020, per essere pronti per i Mondiali di sci. Sapevamo che, dal momento dello stanziamento delle risorse, erano necessari tre anni per vedere l’opera finita. In questo momento le risorse ci sono, purtroppo la progettazione è ancora alla fase delle valutazioni”.

L’assessore tiene a precisare che “l’opera si farà, ne siamo certi, ma il problema è la tempistica che non ci permetterà di elettrificare per il 2021 la rete ferroviaria che da Vittorio Veneto sale in provincia di Belluno. Questo significa che gli elettrotreni, in arrivo in Veneto nel 2020, non potranno essere utilizzati da subito nella tratta bellunese. Ciò è un vero peccato, perché solo con l’elettrificazione sarà possibile eliminare la rottura di carico a Montebelluna e garantire treni diretti da Belluno a Venezia e da Belluno a Padova. In poche parole, un servizio migliore per i bellunesi e i tanti turisti. Su questo punto mi ero impegnata qualche tempo fa, purtroppo non sarà così e non per colpa mia”.

L’assessore De Berti fa una stima dei tempi: «Parlando con l’amministratore delegato di RFI, Maurizio Gentile, è emerso che serve almeno un anno solo per la Valutazione di impatto ambientale (Via) di questi progetti, poi ci vogliono due anni per la loro realizzazione. Considerando che non c’è ad oggi un progetto pronto, risulta chiaro che l’appuntamento mondiale con Cortina verrà disatteso”.

Sarà invece realizzata nei tempi previsti l’elettrificazione delle tre tratte più corte: vale a dire quella da Conegliano a Vittorio Veneto, quella da Montebelluna a Castelfranco e quella da Cittadella a Camposampiero-Bassano del Grappa. “Queste tre linee sono in una fase avanzata di progettazione da parte di RFI, per cui saranno attivate nel 2020. Costeranno 10 milioni di euro l’una, somma che è già stata stanziata”.

Se i soggetti interessati non riusciranno a trovare un accordo, potrebbero sorgere problemi anche per la realizzazione del Treno delle Dolomiti. Per questo l’assessore De Berti chiederà un tavolo di confronto per la primavera con il nuovo Governo nazionale e la Provincia autonoma di Bolzano: “Voglio capire se, da parte di tutti i soggetti interessati, c’è la volontà di andare avanti con questa opera. Prima di procedere con la progettazione vera e propria bisogna fare un’analisi tecnica, analisi per la quale sono necessari dei soldi".

Prosegue l'assessore: "Noi avevamo proposto alla Provincia di Belluno di utilizzare parte dei 200 mila euro del protocollo di intesa che si doveva firmare a tale scopo, ma ancora non abbiamo avuto risposta. Comunque sia, prima di fare qualsiasi passo e di spendere dei soldi è necessario che tutti i soggetti coinvolti credano a quest’opera”.

Un’opera di cui si parla da anni e per la quale nel 2017 sono stati presentati due studi preliminari ai sindaci bellunesi, che alla fine ne hanno scelto un terzo, nato dal compromesso tra i due originari.

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