L’articolo di Roberto Galati, Presidente dell’Associazione Ferrovie in Calabria.

“Le ripercussioni dello svio del Regionale 3742 all’interno della Galleria Santomarco, sulla tratta Paola - Cosenza, risalente allo scorso 6 dicembre, proseguono purtroppo anche con il nuovo anno. La linea è infatti ancora interrotta e sotto sequestro da parte della Magistratura per l’esecuzione di tutti i rilievi necessari a comprendere precisamente cosa è accaduto all'interno della galleria e soprattutto per accertarne le responsabilità: il servizio di bus sostitutivi, perciò, proseguirà ancora per qualche mese, considerando anche i tempi necessari, una volta dissequestrata la tratta, ad eseguire gli interventi di messa in sicurezza dell'infrastruttura (che speriamo possano essere definitivi...anche se forse l'unico provvedimento definitivo, sarebbe quello del raddoppio della galleria in nuova sede!).

Ma in pochissimi sanno che questa accidentale interruzione ha di fatto "intrappolato" alla stazione di Cosenza ben tre convogli Regionali composti da vetture UIC-X, Piano Ribassato e locomotive elettriche E464. La necessità di utilizzare queste tre preziose composizioni per i servizi regionali sulla linea Tirrenica e sulla tratta metropolitana Melito PS - Rosarno, oltre alla necessità di eseguirne regolare manutenzione presso l’Impianto di Manutenzione Corrente di Reggio Calabria, ha portato Trenitalia ad optare per una soluzione...d'altri tempi, per "liberare" i tre treni bloccati a Cosenza e trasferirli a Reggio Calabria: chiamare in soccorso la Ferrovia Jonica!

Nelle giornate del 13 e 14 dicembre, infatti, i tre convogli sono stati trasferiti a Reggio Calabria, seguendo l'itinerario Cosenza - Sibari - Crotone - Catanzaro Lido - Roccella Jonica - Reggio Calabria, trainati chiaramente da locomotori diesel D445, tra cui il capostipite della serie, l’unità 1001 (costruita nel 1975) e di stanza a Reggio Calabria per operazioni di soccorso/invii materiale.

Uno spettacolo condito da un pizzico di emozione, non solo per gli appassionati di treni, al passaggio dei locomotori elettrici sulla Jonica tra Sibari e Melito di Porto Salvo, quel percorso di 320 km per il quale da decenni generazioni di calabresi si battono per l'elettrificazione e l’ammodernamento.

Ma lasciando da parte i sogni, tra l’altro più che leciti per consentire un vero rilancio di questa tratta ferroviaria (specie per quanto riguarda i servizi a Lunga Percorrenza), vogliamo cogliere l’occasione per sottolineare quale sarebbe l’enorme importanza strategica di una linea Jonica interamente elettrificata: ad oggi, in caso di qualsiasi tipo di criticità più o meno grave sulla ferrovia Tirrenica tra Reggio Calabria e Battipaglia, o come accaduto, sulla Paola - Cosenza - Sibari, il traffico ferroviario tra la Sicilia, la nostra Regione ed il resto d’Italia, si troverebbe praticamente paralizzato.

Paralizzato perché, pur volendo instradare alcuni convogli che percorrono l'itinerario tirrenico lungo la linea Jonica, non sarebbe possibile farlo visto che, ormai, il parco di locomotori diesel in Calabria è ridotto al lumicino, con non più di cinque o sei unità funzionanti - quando tutto va bene -, di cui due impegnate giornalmente per la trazione della coppia di InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto.

E probabilmente andrà sempre peggio, poiché le locomotive D445 iniziano ormai a sfiorare i 30 anni di esercizio per quanto riguarda le unità più recenti, e nei programmi di Trenitalia non è previsto alcun acquisto di nuovi locomotori diesel.

Siamo certi, quindi, che il futuro della linea Jonica che vogliamo, sia solo quello di una tratta per esclusivo utilizzo locale e/o metropolitano, a trazione diesel, e percorsa solo da convogli di tipo bloccato (cioè automotrici, ATR Swing e altro materiale analogo che nei prossimi anni si affiancherà a questi ultimi)?

Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, pur condividendo l'idea che la Ferrovia Jonica debba ANCHE divenire una linea da utilizzare come metropolitana di superficie, visto che l'utenza attuale e potenziale lo giustifica, riteniamo di vitale importanza per la mobilità di tutta la Calabria - ma anche della stessa Sicilia -, realizzare una volta per tutte l'elettrificazione dei 320 km che separano Melito di Porto Salvo da Sibari, includendo ovviamente anche la linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale.

Non sarebbero sicuramente soldi buttati, in primis perché l'elettrificazione permetterebbe di sfruttare a pieno la velocizzazione in corso della linea (ricordiamo che la prevista istituzione del rango C, con velocità massime di 150 km/h, sarà totalmente inutile se consideriamo che tutto il materiale diesel viaggia a massimo 130 km/h!), permetterebbe di riavere collegamenti a lunga percorrenza degni di questo nome (diversamente dagli InterCity effettuati con le "littorine"...), permetterebbe di evitare problemi serissimi in caso di calamità naturali che dovessero colpire seriamente l'infrastruttura ferroviaria tirrenica.

Non si tratta di fare gli uccelli del malaugurio, ma si tratta solo di essere realisti: viviamo in un territorio ad altissimo rischio sismico ed idrogeologico, e se mai dovesse accadere un evento naturale molto grave, tale da compromettere la circolazione ferroviaria sulla tratta Battipaglia - Reggio Calabria all'interno del territorio calabrese, allo stato attuale la Ferrovia Jonica, come itinerario alternativo e come tratta ferroviaria per l'invio di soccorsi, servirebbe a poco o a niente.

Alla fine del 2017, da buoni appassionati, ci siamo quindi goduti il passaggio delle locomotive E464 e delle vetture pilota per trazione elettrica in riva al Mare Jonio, all’insolito traino delle locomotive D445: il 2018, però, ci porterà ad intraprendere (o meglio riprendere ciò che in tanti hanno sempre lasciato a metà...) la complessa battaglia dedicata all’elettrificazione della Ferrovia Jonica, che in ogni caso, se avrà esito positivo, porterà ai primi frutti non prima di cinque anni...anche se i lavori di elettrificazione iniziassero domani. Ci vorrà tanta pazienza, buon senso, ma soprattutto tanto supporto dai territori, dalle associazioni, dalla politica locale e regionale, per interloquire con Rete Ferroviaria Italiana ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Chi ci accompagnerà in questo percorso?”

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