Gentile Direttore,

ecco alcune precisazioni all’intervento del dr. Paolo Cirino Pomicino sull’ingresso di Anas nel Gruppo FS Italiane.



Iniziamo dall’espressione “gigantismo” riferita alle nostre FS. Suonerebbe impropria, o addirittura risibile, se soltanto si avesse cura di guardare oltre i confini nazionali: in Europa la tedesca DB e la francese SNCF, in termini di fatturato, sono rispettivamente cinque volte e tre volte più grandi di FS. L’inefficienza che Pomicino associa a tale presunto “gigantismo” è smentita dagli economics di FS (EBITDA margin 25,7%) e dalla sua capacità d’investimento (oltre 6 miliardi di euro nel 2017).

Le future sinergie tra Anas e le altre società di FS, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Italferr, per l’ingegneria, sono tutt’altro che “introvabili”: strade e ferrovie sono spesso affiancate (in Italia per oltre 10mila km) e saranno più facilmente realizzabili in modo integrato e ravvicinato, riducendo il consumo di territorio. Inoltre, la gestione coordinata genererà risparmi; la condivisione del know-how e delle tecnologie permetterà di sviluppare progetti innovativi come le smart road e le e-highways; sui mercati internazionali aumenteremo la nostra competitività e ci presenteremo come un unico interlocutore con gli Enti locali e nelle Conferenze dei servizi. Anas, poi, non “resterà” affatto “nel perimetro della pubblica amministrazione”. Il percorso di uscita è stato già avviato con il nuovo contratto di programma approvato dal CIPE. D’ora in poi la società delle strade sarà pagata dallo Stato con un corrispettivo per le sue attività di gestione, manutenzione e sviluppo della rete. Proprio come un cliente paga il suo fornitore per servizi o prestazioni rese, con un sistema che prevede penali qualora non si raggiungano gli obiettivi concordati.

Le presunte “crepe” nei servizi AV sono un’opinione che non ha riscontri né negli ultimi dati di puntualità (98,4%), né negli indici di gradimento (95,3% dei clienti Frecciarossa ). Nel trasporto regionale Pomicino dimentica sia il miglioramento delle performance (puntualità al 90,6%, +3,9 p.p. vs 2014) e della soddisfazione dei passeggeri (84,5%, + 7,6 p.p. vs 2015), sia i 450 nuovi treni (Rock e Pop) che dalla primavera 2019 porteranno la flotta Trenitalia, già ampiamente rinnovata negli ultimi anni, a essere tra le più “giovani” d’Europa (10,9 anni di età media nel 2023), con un maxi investimento di oltre 4 miliardi in autofinanziamento.

Infine, l’auspicio del dr. Cirino Pomicino: “un amministratore che avesse una visione[…] dovrebbe chiedere a voce alta l'assorbimento nella propria holding delle ferrovie concesse”, si è già realizzato. Ha anche un nome: è l’attuale AD Renato Mazzoncini. Che è stato persino ascoltato. Infatti su quelle linee è già stato avviato, d’intesa con il MIT, l’adeguamento agli standard di sicurezza presenti sulla nostra rete. Ne sono un esempio l’acquisizione delle Ferrovie del Sud-Est e gli accordi firmati con le Regioni Emilia-Romagna e Umbria per la futura gestione delle reti regionali FER e FCU.

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